Non si ferma più la banda degli sportelli bancomat. Ancora carte clonate e truffe
Le indagini degli agenti del Commissariato di Polizia di Bitonto si concentrano su individui provenienti dall’Est Europa
Una banda di geni dell’informatica, probabilmente proveniente dall’Est Europa, che mette sotto scacco i clienti dello sportello Atm della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, utilizzando metodi innovativi, sconosciuti fino a questo momento.
Si concentrano in questa direzione le indagini degli agenti del Commissariato di Polizia di Bitonto alle prese, da qualche settimana, con un caso davvero spinoso che tocca direttamente il portafoglio di numerosi cittadini frequentatori della filiale bitontina dell’istituto di credito.
Sono, infatti, quasi un centinaio le denunce pervenute negli uffici di via Traetta di persone a cui sono stati sottratti i dati ed i codici delle carte bancomat utilizzate negli sportelli elettronici per il prelievo di banconote.
Ovviamente, avendo a disposizione i dati di accesso al conto, i truffatori non hanno difficoltà a prelevare denaro dai malcapitati clienti.
Ogni vittima di questo raggiro subisce una perdita media di circa 1200 euro, che la Banca Popolare di Puglia e Basilicata risarcisce immediatamente in maniera totale, compreso il costo di eventuali commissioni, attraverso le assicurazioni.
Finora è stato riscontrato che le carte clonate a Bitonto risultano essere state utilizzate per acquisti negli Stati Uniti, in Somalia, in Sudafrica ed in Marocco.
Solitamente questo tipo di truffa veniva perpetrata con l’ausilio di una tastierina invisibile posta sulla tastiera dello sportello, quella per intenderci dove si digita il codice pin, che serviva a registrare, e successivamente ad utilizzare, le carte dei clienti.
Stavolta, invece, i controlli hanno dato esito negativo: nessun corpo estraneo invisibile all’occhio umano è stato posto sullo sportello, ma probabilmente i truffatori utilizzano programmi elettronici sofisticati, o carte infettate da virus in grado di catturare i dati dei conti privati dei clienti.
Gli ultimi episodi, comunque, risalgono al mese di settembre.
Da allora, anche grazie a nuovi software messi a disposizione dalla Banca Popolare di Puglia e Basilicata, il fenomeno si è nettamente attenuato.
Restano ancora avvolti nel mistero, però, i volti della banda dei geni dell’informatica.
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