E Bitonto rischia di perdere anche il Tribunale

Michele Cotugno Depalma

Potrebbe essere sacrificato sull’altare dei tagli per far respirare le casse dello Stato

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Sos Tribunale a Bitonto.
In virtù, infatti, degli ultimi tagli proposti dal governo centrale in tema di giustizia, il tribunale cittadino (sede distaccata di Bari) sarebbe a forte rischio chiusura.

Il neo ministro della Giustizia, Nitto Palma, avrebbe già pronta una prima bozza di revisione della geografia giudiziaria per tagliare o accorpare 681 uffici del giudice di pace (su 846), 220 sezioni distaccate di Tribunale, 63 «Tribunalini» che occupano meno di 15 giudici e 58 «Procurine».

Questa riforma e questa nuova mappatura potrebbe far risparmiare tra i 70 e gli 80 milioni di euro all’anno (soltanto di spese vive) e far recuperare (soltanto dagli uffici del giudice di pace e dalle sezioni distaccate) 4000 persone, il 12% del personale, da redistribuire negli uffici «più produttivi».
Una riforma epocale, in quanto in Italia esistono 165 Tribunali ed ognuno dovrebbe ‘servire’ 364mila abitanti, mentre 63 hanno un bacino di utenza di soli 8 milioni 301 cittadini e ciascuno, quindi, soddisfa in media 131.768 persone, il 13,82% dell’intera popolazione.

Gli uffici giudiziari italiani, invece, sono in tutto 1.590 e il ministero della Giustizia ‘gestisce’ circa 3.000 edifici, alcuni grandissimi, come il Tribunale di Roma, altri microscopici, come il Tribunale di Mistretta, il più piccolo del mondo.
Ai Tribunali vanno sommati poi 220 Sezioni distaccate (il Tribunale di Bitonto è una di queste) e 846 uffici del giudice di pace.

Numeri giganteschi.
Bisogna tagliare e puntare sulla efficienza.

Come? Uno: tagliare gli uffici del giudice di pace non circondariali, dove non c’è né Tribunale né Procura: 681 su 846. Se il Comune vuole il suo giudice di pace, dovrà pagare le spese vive dell’ufficio mentre il ministero provvederà solo allo stipendio del giudice e alle spese di formazione.
Due: sopprimere le 220 sezioni distaccate o eventualmente trasformarle in Tribunali, ma solo in presenza di precise condizioni, e non necessariamente con annessa Procura.

Ecco che Bitonto allora, per tutte queste condizioni, rischia grosso.
E’ il consigliere Francesco Paolo Ricci (Pd) a lanciare l’allarme nell’ultima assise comunale: “Leggo dai quotidiani che il Governo è pronto a emanare una legge delega al governo in cui si ridistribuisce, razionalizzandola, la geografia giudiziaria dei vari tribunali, le sue eventuali sezioni distaccate, i cosiddetti tribunalini e procurine. Da una prima valutazione emergerebbe che la sezione distaccata del Tribunale di Bari che è qui a Bitonto, vista anche la vicinanza con la sezione di Modugno, sia destinata alla chiusura, ma la cosa ben più grave è che la città di Bitonto sarebbe poi accorpata non a Bari, ma ad Altamura”.

Oltre al tribunale, a rischiare grosso sarebbe anche l’ufficio del Giudice di Pace: ”Sembra che anche gli uffici del Giudice di pace siano a rischio chiusura– prosegue l’avvocato- e tale chiusura potrebbe essere evitata nel caso in cui fosse il Comune a farsi carico delle varie spese. Questa eventualità è già stata evitata una volta negli scorsi anni e per questo motivo ringrazio chi si adoperò per tale missione, ma in virtù di tale situazione chiedo al Sindaco di costituire un gruppo di lavoro in modo da muoversi in tempo ed evitare questo nuovo pericolo” .

Il sindaco Valla, però, solleva l’animo dei presenti: “Rassicurazioni mi sono giunte dai vertici del Tribunale di Bari circa questa vicenda, e mi è stato detto che la sezione distaccata del Tribunale di Bitonto non chiuderà”.
Attraverso una decisione bipartisan, però, si è deciso di costituire una delegazione composta dal sindaco, dal Segretario Generale, da un esponente di maggioranza, un esponente di opposizione, ed il Presidente dell’Associazione Avvocati di Bitonto.

La speranza è che questa volta un ennesimo “scippo” non avvenga perchè i bitontini, dopo essersi visti sottrarre sotto il naso l’Ufficio Registro, l’Ufficio imposte, la Tenenza dei Carabinieri, l’Enel, l’Italgas, l’Aqp, il Mattatoio Comunale, la Diocesi, le feste patronali di metà agosto e soprattutto l’ospedale, non vogliono che anche il tribunale faccia la stessa fine.

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Commenti

  • arcy (utente non verificato)

    e beh se i tagli hanno imposto di vendere intere Caserme, Ospedali militari eccetera mi sembra una decisione saggia!