Consiglio comunale, la discussione

Michele Cotugno

Approvata la modifica dell’art.23 della normativa tecnica di attuazione del Piano Regolatore Generale

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Solo dopo un lungo e infuocato preambolo, ha avuto inizio la discussione sui punti all’ordine del giorno.
Due gli argomenti che hanno animato il confronto tra i due emicicli dell’aula consiliare: la modifica dell’art. 23 della normativa tecnica di attuazione del vigente piano regolatore generale e la ratifica della deliberazione di giunta n.233 del 23\08\2011 sulla variazione di bilancio derivante dalla razionalizzazione dei plessi scolastici di proprietà comunale.

E’ stato l’assessore Tommaso Massarelli ad introdurre la discussione sul primo argomento, lodando la modifica per i “potenziali benefici economici” e perché “attirerebbe investimenti, produrrebbe posti di lavoro e favorirebbe la realizzazione di opere di interesse pubblico, svincolando il Comune da infelici ordini di espropriazione, che gravano sulle sue casse”.

Questa modifica recepisce il contenuto della sentenza della Corte Costituzionale n.179\99, che sblocca la possibilità di intervenire in diritto di proprietà, nell’ambito delle zone F, che comprendono tutte le aree destinate a spazi per attrezzature e servizi pubblici di interesse comunale. Tali aree possono essere sottoposte ad esproprio da parte del Comune o degli enti competenti. Prima di tale sentenza il privato poteva intervenire solo con diritto di superficie.

Dunque, se il Comune non ha la possibilità di intervenire, può lasciare al privato la facoltà di farlo, purchè in sintonia con gli obiettivi previsti dalla disciplina relativa alle zone F.
Un provvedimento giudicato importante da tutte le forze politiche, sebbene l’opposizione non ha mancato di esprimere i suoi dubbi. Saverio Martucci (UDC) e Francesco Fallacara (PD), hanno chiesto se sia ancora valida la delibera normativa in discussione, alla luce della scadenza dei vincoli di espropriazione, che impone al Comune che espropria un terreno, di iniziare i lavori entro cinque anni. “Se non esistono più le zone F, cosa andiamo ad approvare?”, ha domandato Fallacara.

Interrogativi che hanno indotto il finiano Salvatore Tassari ad accusare l’opposizione di “voler utilizzare cavilli giuridici per smontare un provvedimento, solo perché proveniente dall’altra parte politica”. “Non posso sentire da forze politiche che per cinque anni hanno tenuto nel cassetto questa delibera, che il termine quinquennale previsto dal vincolo di esproprio è scaduto”, ha criticato Tassari.

Accuse a cui Francesco Paolo Ricci (PD) ha replicato che “non è vero che la precedente amministrazione non è mai intervenuta in sinergia con il privato. Basta ricordare il Piano Urban”. “Potete rimproverarci per non aver provveduto alla modifica dell’art. 23, ma non di essere contro l’intervento privato, dal momento che su terreni espropriati abbiamo costruito scuole e giardini”, ha concluso Ricci, non risparmiando bacchettate a Leonardo Liaci e Domenico Sannicandro, colpevoli di “assentarsi durante la discussione e presentarsi solo al momento del voto”.

Dal socialista Francesco Scauro, invece, l’accusa di “assenza di programmazione, nell’adottare il provvedimento”, smentita dall’assessore Massarelli, che ha assicurato che “le proposte del privato sono sottoposte a controllo del consiglio comunale, che agisce in base agli obiettivi delle zone F”.
Da Vito Masciale (PD), infine, l’invito, inascoltato, a ritirare il documento, per discuterlo in prima convocazione.
Il primo punto è stato, infine, approvato con 15 voti favorevoli e con la minoranza che si è astenuta.

La discussione sul punto successivo è iniziata con la richiesta di garanzie, da parte di Masciale, affinchè non siano eliminati i laboratori e non si riducano le attività didattiche in spazi sovraffollati. Ricci, invece, biasima la “non chiara situazione dell’edilizia scolastica”, l’esclusione della costruzione del nuovo plesso della scuola media De Renzio, ed elenca le criticità degli edifici “spesso ai limiti dell’agibilità”. Immancabile, da parte sua e di Martucci, la richiesta di chiarimenti sulla mensa.
“Le prescrizioni della ASL erano già note ad aprile – ha ricordato il capogruppo del PD Giovanni Rossiello – Da allora cosa si è fatto?”.

“Le risposte le avrete domani – ha risposto l’assessore – Con un comunicato stampa ufficiale comunicherò tempi e modalità per l’adeguamento alle prescrizioni della ASL”.
Dopo l’approvazione con tredici voti favorevoli, l’intero consesso ha abbandonato l’aula, facendo mancare il numero legale, per evitare di riconoscere la legittimità di un debito fuori bilancio, riguardante la vicenda della chiesetta di S.Aneta.

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