Valori Sociali: «Dialoghiamo soltanto con chi ha un progetto serio per la città»

Mario Sicolo

E sferza il proprio segretario, l’ing. Francesco Cuoccio, accusato d’essere un “battitore libero”

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Impressioni di fine Impero.
D’accordo, alla scadenza del mandato del Sindaco Raffaele Valla mancano ancora diciotto mesi all’incirca e, volendo (volendo…), ci sarebbe ancora tanto da fare.

Tuttavia, i sofisticati calcoli aritmetici per mettere insieme un’abborracciata maggioranza ed il susseguirsi vertiginoso dei maldipancia nel centrodestra, oltre che – paradosso tragicomico – il passaggio ufficiale nell’opposizione al primo cittadino del soggetto politico che porta ancora il di lui nome, non lasciano ben sperare per il futuro della città.
Per di più, anche il centrosinistra si rivela ogni giorno che passa un po’ svigorito e pare che attenda il mesto tramonto dell’attuale consiliatura.

Stringendo lo zoom sui componenti il consiglio comunale, ecco Valori Sociali.
Lista d’indubbia, locale solidità, dopo aver vantato consiglieri e assessori – più d’uno, tra l’altro – si ritrova nell’emiciclo con un solo rappresentante: Francesco Cuoccio.
E, quel che è peggio, sembra che tra l’ingegnere e la base non ci sia affatto sintonia.
Un battitore libero che non ha intenzione di fare squadra, insomma.  
"Certo, noi rispettiamo le sue scelte, ma è doveroso rimarcare che Cuoccio è esclusivo latore del suo pensiero in consiglio, non espressione della lista di riferimento. Non si può ridurre l’azione amministrativa alla coscienza di valere un voto. Eppoi, non c’è condivisione di atti e provvedimenti: non si va lontano in questa maniera", lamentano quasi all’unisono Nico Liaci e Felice Teofilo, del consiglio direttivo di Valori Sociali.

Ed è qualcosa a mezza via tra un monito ed una mozione di sfiducia.

"Noi, peraltro, siamo pronti l dialogo con tutti coloro che abbiano un progetto credibile di crescita morale e di miglioramento della qualità della vita della città, soprattutto in un momento così delicato. Alla nostra forza, infatti, non abbiamo altro da aggiungere che una seria progettualità. Tutto il resto, modi di fare politica anacronistici inclusi, non ci interessa", concludono propositivi Liaci e Teofilo.  

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