Corso Vittorio Emanuele, altro che rivoluzione. E gli aranceti dove sono?

Michele Cotugno DePalma

Tante promesse ed altrettante menzogne sulla riqualificazione della strada principale della città

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Ci avevano promesso una sua riqualificazione.
Una sua “rivoluzione copernicana”. Una sua nuova sistemazione: il nuovo salotto della città.
Ci hanno detto che lo volevano abbellire addirittura con gli aranceti.
Ci hanno detto che lo vogliono rendere pedonale, al pari di via Verdi e via Repubblica.

Tutte promesse e menzogne che vanno avanti da tre anni ma Corso Vittorio Emanuele, la centralissima arteria stradale cittadina, è sempre la stessa: asfalto disconnesso, buche stradali, strisce pedonali invisibili, illuminazione nuova che lascia alquanto a desiderare, strisce blu per il parcheggio che sono scomparse da tempo.

“L’affaire Corso Vittorio Emanuele” inizia già nell’agosto 2008, quando a soli due mesi dal suo insediamento, il sindaco Raffaele Valla, così come riporta un quotidiano locale, “d’’intesa con l’assessore all’ambiente, Franco Ragno, e con l’assessore ai lavori pubblici, Vito Antonio Labianca, ha disposto un lavoro preliminare, commissionato all’azienda florivivaistica bitontina dei Fratelli De Grecis con lo scopo di ottenere una ipotesi di creazione di spazi verdi lungo il Corso e con il quale si sostituiranno i tigli con degli alberi di agrumi”.
Gli alberi, stando a quanto riportava l’articolo, dovevano (avrebbero dovuto) essere posizionati su tutta la lunghezza dell’arteria, dall’incrocio con Piazza Moro fino a Via Verdi ed i lavori dovevano (sarebbero dovuti) iniziare dopo le ferie estive.

Siamo nell’ottobre 2011 e gli aranceti non ci sono.

Per tutto il 2009, invece, si inizia a parlare con una certa insistenza del nuovo progetto di riqualificazione di Corso Vittorio Emanuele, ma niente accade.

Inizia il 2010, e l’assessore Vito Antonio Labianca, ai nostri taccuini, afferma che i lavori inizieranno nel mese di marzo.
Nel mese di Aprile, ecco finalmente venire fuori il programma dei lavori: la determina dirigenziale n° 62 del 10 Febbraio 2010 sul “Prolungamento e lavori di sistemazione anche a verde pubblico di Piazza Moro e dintorni”, affida agli architetti Francesco Ghiro ed Elisa Stellacci, ed all’ingegnere Giuseppe Sforza la progettazione definitiva, esecutiva e la direzione dei lavori, sotto la guida del dirigente del settore lavori pubblici Gaetano Ideale Remine.

Sfogliando la determina, leggiamo che il progetto prevede “una nuova pavimentazione di pietra calcarea sia dell’attuale sede stradale carrabile, sia dei marciapiedi, ed un consistente stravolgimento del traffico cittadino rendendo pedonale Corso Vittorio Emanuele”.

Il progetto (costo preliminare 720 mila euro), approvato dagli organismi tecnici comunali e dalla Sopraintendenza, prevede anche che “preliminarmente ai lavori sarà redatto un nuovo Piano del Traffico a cura della Amministrazione Comunale che aiuterà a ridefinire i nuovi sensi unici della viabilità carrabile”.

In realtà nulla accade fino ad Ottobre, mese in cui iniziano i lavori di sostituzione delle vecchie lampadine per le nuove ad illuminazione controllata (tutt’ora presenti) ed in quella occasione, sempre l’assessore Vito Labianca assicura che “conto di risolvere l’iter burocratico per il Corso entro fine gennaio-inizio febbraio 2011”, mentre qualche giorno più tardi il sindaco Valla, presentando l’opera alla stampa, afferma che “con quest’opera poniamo rimedio ad una situazione riscontrabile in pochissimi altri comuni d’Italia: Bitonto, fino ad ora, non aveva una zona pedonale che consentisse a cittadini e turisti di godere delle bellezze della nostra città”.

Nel frattempo, gli incontri tra il primo cittadino ed i commercianti di Corso Vittorio Emanuele si fanno serrati.
Gli esercenti esprimono tutto il loro disappunto. Non ci stanno e non vogliono un Corso pedonale perchè li penalizzerebbe troppo a livello economico.

In uno di questi incontri, si arriva addirittura alla fortissima diatriba dialettica tra Valla ed il consigliere di Futuro e Libertà Salvatore Tassari.

Proprio Salvatore Tassari è uno dei più strenui oppositori del progetto e, assieme ad altri consiglieri, porta in Consiglio Comunale a gennaio 2011, la richiesta di chiarimenti sullo stesso.

La richiesta non solo non è stata mai discussa ma è stata addirittura ritirata di lì a 4 mesi.
Ebbene, da allora, Corso Vittorio Emanuele è scomparso dall’agenda politica bitontina.
Il piano del traffico, invece, era nelle mani dell’ex assessore alla Polizia Municipale Giulio Cesare Ferrara prima che fosse defenestrato ed adesso sapere che ne sarà è cosa dura e selvaggia.

Non se ne parla più, ma il progetto del Corso non è affatto scomparso come conferma l’assessore ai lavori pubblici che ha sottolineato che tutto sarà realizzato ma non si sa quando perchè tutto dipende dal famigerato patto di stabilità.

Involontariamente, lo conferma anche il primo cittadino che, nei giorni scorsi, con un’apposita ordinanza ha reimposto la chiusura dell’arteria cittadina nei giorni festivi, promettendo inoltre spettacoli di intrattenimento culturale una domenica al mese per “attutire” il danno economico dei commercianti, niente affatto entusiasti della decisione dell’ex questore.

Sono passate tre domeniche e spettacoli non ne abbiamo visti.
Parole, parole, parole, insomma…
Tante promesse e di conseguenza tante menzogne.
Corso Vittorio Emanuele, intanto, continua nel suo degrado e nel suo abbandono…

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Commenti

  • rimba (utente non verificato)

    Fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare! E se questo è un è un oceano allora….Addio