Omnia, la storia si ripete: schiantati i biscegliesi del Neroazzurro Stellato
Vittoriosi i bitontini per la terza volta (su tre partite) in un anno
Per l’Omnia e, nel particolare, per due suoi calciatori è stata senza dubbio la domenica del riscatto.
E un po’ è stata anche la domenica dello Jabulani, il pallone ufficiale del campionato mondiale 2010 le cui imponderabili traiettorie avrebbero dovuto umiliare i portieri di tutto il globo.
Dopo l’insipido pareggio contro il Football Club Giovinazzo “in trasferta” al Cinquecento e l’onorevolissima sconfitta nell’amichevole infrasettimanale in quel di Bitetto (Prima Categoria di livello, ndr), la truppa guidata da Paolo Catucci era attesa dall’ormai solita prestazione spumeggiante sull’erba amica del “Città degli Ulivi”.
E non ha tradito, né se stessa né i sempre più numerosi supporters.
Ci si aspettava il riscatto personale di Leonardo Rubini, protagonista dello sfortunato episodio che ha rischiato di far capitolare i suoi contro i giovinazzesi, e del rigorista d.o.c. Dario Orlino, reduce da una negativa doppietta di rigore nel giro di appena cinque giorni.
L’Omnia batte 4 a 2 il Neroazzurro Stellato Bisceglie, Rubini firma un autentico capolavoro balistico, Darione realizza addirittura una doppietta dal dischetto.
Che carattere, no…?!
Per la sfida del “Città degli Ulivi” mister Catucci ridisegna ancora una volta l’undici di partenza, sia per le indisponibilità di Cervelli, Antonio Schiavino, Nico Grumo, tra i più in forma in questo scoppiettante inizio di stagione, Antonello Orlino e Leone, sia per mirate scelte tecniche.
Ma per l’allenatore biancoblu, cambiando il nome dei calciatori, il risultato non cambia.
Brascia, De Ruvo, Verriello, D. Orlino, Rubini, Silvestri, Masciale, Iovene, Primavera, Lovero e M. Schiavino (più i subentrati Schiraldi, Agostino e Gentile) annichiliscono gli ospiti regalando all’Omnia la quarta vittoria su cinque incontri ufficiali disputati, Coppa Puglia inclusa.
Primo e secondo tempo iniziano in modo pressoché identico: penalty accordato ai padroni di casa e realizzazione a spiazzare il portiere da parte di Orlino.
Al 4’ per merito di Schiavino, il primo, al 7’ e per merito di uno scatenato Valerio Silvestri, il secondo.
Demoliti in fretta i fantasmi dall’ombra lunga undici metri e sguardo fiero in avanti.
La ribalta dei primi 45 minuti di gioco è, però, tutta per il bizzoso pallone da gara, quello Jabulani di sudafricana memoria croce e delizia dei nostri atletici concittadini.
Al 21’ sguscia beffardo sotto l’ascella di Brascia, sugli sviluppi di una punizione battuta da distanza siderale dal biscegliese Galasso.
A dire il vero, otto minuti prima il navigato portiere di casa aveva sventato con un eccellente intervento in tuffo un altro bolide su calcio piazzato.
Al 45’ invece, il pallone da gara premia il coraggio dell’esuberante Rubini, ideatore di una parabola pazzesca sganciata dagli spogliatoi che lascia di sasso il povero Ricchiuti.
La “maledetta” all’incrocio dell’esterno bitontino indennizza con gli interessi l’errore letale commesso contro il Football Club e fissa sul 2 a 1 il risultato all’intervallo.
La ripresa si trasforma ben presto in un monologo biancoblu: il rigore del 3 a 1 al settimo coincide infatti con l’espulsione per proteste dell’autore del fallo, Davide Altomare, ed il 4 a 1 realizzato in acrobazia al 20’ dal bomberino Francesco Lovero, servito al bacio dall’incontenibile Silvestri, rovinano definitivamente la domenica ai biscegliesi.
Al 40’ il terzo rigore di giornata, procurato e realizzato del trentaseienne De Feudis, vale il platonico 4 a 2 per il Neroazzurro Stellato.
Prima del triplice fischio, la spettacolare galoppata coast to coast di un ringalluzzito Rubini che, a tu per tu con l’estremo difensore ospite, né serve i meglio piazzati compagni d’area né tantomeno riesce a scavalcarlo con il suo morbido scavetto.
Avesse segnato, sarebbe venuta giù tutta via Megra. Bene com’è andata, allora…
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