Una via telematica per convocare il Consiglio comunale
La rivoluzione copernicana per snellire le pratiche burocratiche si chiama PEC e firma digitale
Addio avvisi di convocazione. Addio relative fotocopie. Addio sperpero di carta.
Addio consegna a domicilio delle convocazioni comunali da parte dei messi comunali.
Sì, addio spreco eccessivo di fogli, tempo e risorse umane. Addio farragine burocratica.
In futuro la convocazione della massima assise comunale avverrà soltanto per via telematica, utilizzando le tecnologie Posta Elettronica Certificata (PEC) e la firma digitale.
Questi lo studio ed il progetto pratico messi a punto dal consigliere Emanuele Pinto (Pd) e dalla dottoressa Antonella Palmieri, al termine di un master di 1° Livello sull’e-government nella Pubblica Amministrazione ed organizzato dalla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari.
Un progetto che rientra nel più ampio piano di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione avviato dal ministro Brunetta fin dal 2008.
rnFino a ieri funzionava così: il Presidente del Consiglio Comunale dava inizio alla procedura di convocazione del Consiglio Comunale con una richiesta verbale, che poi comportava, da parte dell’ufficio di Consiglio, la preparazione di 39 avvisi di convocazione (destinati ai consiglieri comunali, revisori dei conti, albo pretorio, prefetto), firmati dallo stesso Presidente e protocollati attraverso il sistema Sicraweb.
Dopo di che gli avvisi di convocazione passavano all’ufficio dei messi comunali, dove venivano suddivisi in base alle diverse zone in cui notificarli e quindi spediti con 2 automobili ed 1 motorino comunali presso i domicili dei consiglieri.
Procedura decisamente lunga, arcaica ed ingombrante.
rnAdesso, invece, funzionerà così: richiesta verbale del Presidente del Consiglio, immediata predisposizione, da parte dell’Ufficio consiglio, di un file formato Pdf avente come oggetto l’avviso di convocazione protocollato, sottoposizione dello stesso file al Presidente con tanto di firma digitale e invio del file dal PEC del Presidente verso i destinatari, indicati all’interno del file in questione, i quali riceveranno l’avviso direttamente nella loro casella di posta elettronica certificata.
Tale novità copernicana, ovviamente, comporterà modifiche di alcuni articoli e commi del Regolamento dei lavori consiliari.
L’interessantissimo progetto, che porterà il Comune a risparmiare 20000 euro l’anno (costo di ogni singola convocazione di un Consiglio circa 500 euro) e a godere pure di altri vantaggi indiretti, ha richiamato ieri a Palazzo di Città il sindaco Raffaele Valla, l’assessore alla Comunicazione Vincenzo Fiore, il segretario generale Salvatore Bonasia, il Presidente del Consiglio Comunale Nicola Tarantino, oltre che i due autori dell’iniziativa.
rnEntusiasta il primo cittadino, secondo cui questo progetto “è la dimostrazione di come a Bitonto ci sia tanta cultura e tanta genialità giovanile, e che mai come in questo caso essa si unisce alla tecnologia”.
Di grande iniziativa e di progetto che cerca di abbattere il vecchiume presente negli enti locali parla Fiore, che si chiede come mai ogni consigliere, ogni commissione consiliare, la cittadinanza attiva non siano dotati di un pc personale che permetterebbe di comunicare facilmente con ogni ente locale. Lo stesso assessore, inoltre, ha annunciato che tra qualche giorno sarà attivato lo sportello on-line dell’Acquedotto Pugliese.
Il presidente Tarantino, invece, ha promesso che questa procedura con tutte le sue implicazioni sarà attiva ed operativa in tempi assai celeri, mentre il segretario Bonasia, auspicando una sempre più digitalizzazione dei servizi, ha elogiato l’iniziativa definendola “documento autoapplicativo e proveniente da chi opera concretamente”.
Pinto e la Palmieri, infine, hanno ringraziato Franco Matera, ufficio stampa del Comune di Bitonto, e la dottoressa Gabriella Scattone, responsabile dell’Ufficio Informatico, per la preziosa collaborazione durante l’intero iter procedurale.
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