La musica del Gen Verde allieta la comunità della Chiesa del Crocifisso (e non solo)

Nicolangelo Biscardi

E Grande festa per le donne del Movimento dei Focolarini

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Partono da Loppiano, una cittadella internazionale a soli 20 chilometri da Firenze, e si dirigono in tutta l’Italia, in tutta l’Europa e nel mondo intero per esportare le loro storie, la loro vita ma soprattutto la loro voce, soave, candida, penetrante, in grado di riscaldare ogni cuore.

Una musica interculturale, in grado di mescolare culture diverse e lontane tra loro, accomunando le varie sonorità e originalità.

Stiamo parlando del Gen Verde, il multiartistic performing group completamente al femminile, formato oggi da 20 donne di 12 nazioni diverse, provenienti chi dalla Corea, chi da Panama, chi dal Brasile, passando anche per Stati Uniti, Spagna, Italia, Filippine.

Il Gen Verde, martedì pomeriggio, è giunto a Bitonto, dopo le recenti esibizioni di Terlizzi, accolto dalla numerosissima, entusiasta e festante platea accorsa nell’atrio alle spalle della Chiesa del Crocifisso.

Una serata di riflessione, meditazione, condivisione e partecipazione, con un solo unico filo conduttore: la musica, la danza e la voce di queste donne, musica e voce che hanno deliziato e coinvolto i bitontini, come nel caso di una samba brasiliana ritmata assieme alle brave artiste.

Come detto, musica ma anche riflessione e testimonianze, incentrati su quelli che sono alcuni cenni storici del Gen Verde, che nacque nel 1966 grazie a Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari.

Siamo negli anni bui della Seconda Guerra Mondiale.
A Trento, Chiara Lubich ed altre ragazze poco più che maggiorenni, vedono crollare ed infrangere i propri sogni, quali lo studio, l’amore, la famiglia.

Dinanzi a questo, solo un ideale può esserci, in grado di sopravvivere a qualsiasi bomba: “Dio, perché Dio è amore”.

Pertanto Chiara Lubich inizia questo viaggio, questo percorso di vita che, dopo un pellegrinaggio a Loreto, la porta a capire la sua vocazione di dover e voler vivere in mezzo al mondo, di essere in mezzo al mondo, perché il mondo è la sua famiglia.

E di famiglia la Lubich parlerà anche nel suo messaggio testamento, lasciando a tutti, prima di spegnersi tre anni fa, l’incipit «Siate famiglia».
La Lubich l’ha fatto in vita, disseminando pace in tutto il mondo, correndo laddove c’era sofferenza, sin da quei giorni bellicosi di Trento.

Infatti, nei giorni drammatici di una Trento assediata dalle bombe, Chiara Lubich abbandona i suoi genitori nella fuga in un posto riparato dal bombardamento, e ritorna a Trento, per assistere alla sofferenza e alla disperazione.

Da qui, dunque, da questa chiamata nascono poi ventidue diramazioni che la Chiesa sente e riconosce, e sparse in 189 Paesi.
Tra queste diramazioni ecco appunto il Gen Verde, dove per Gen si intende “generazione nuova”, giovani di tutto il mondo impegnati per la realizzazione di un mondo unito, perché "tutti siano uno", perché un mondo nuovo è possibile, non è un sogno ma è realtà.

Mentre il Verde ricorda il colore della batteria che nel 1966 la Lubich regalò alle ragazze del Movimento dei Focolarini, differenziandosi al rosso delle batteria regalata agli uomini, che fondarono così anche loro il Gen Rosso.

Il gruppo, dunque, vuole contribuire, attraverso l’ambito artistico, alla realizzazione dell’unità tra uomini e popoli.
È un gruppo, insomma, che compone musica e crea canzoni, certo, ma soprattutto propone e suggerisce uno stile di vita.

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