Precari Asl stabilizzati e poi licenziati, in questi giorni si decide il loro destino

Mario Sicolo

Sono 600 i lavoratori a rischio e molti di essi sono bitontini

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Quello che non hanno capito i nostri politici – di sinistra, di destra, di centro, di sopra, di sotto – è che non si può continuare a giocare con i destini delle persone.

C’è un caso emblematico di come le beghe di cortile tra i rappresentanti dei maggiori schieramenti finiscano per riverberarsi sulle vite degli italiani con effetti perniciosi.

Prendiamo, ad esempio, i 600 lavoratori della Sanità che erano stati stabilizzati dalla Regione e che si trovano disoccupati per una sentenza della Corte costituzionale.

Per loro, immaginiamo senza difficoltà, sarà stato come rimbalzare fra Scilla a Cariddi, tra gorghi famelici, dopo aver scorto all’orizzonte la luce fallace d’un futuro migliore.
E magari si trattava solo d’una faida tra vendoliani e fittiani, che si consumava alle loro (mal conciate) spalle.

Dunque, è stato rinviato a fine agosto il confronto sulle deroghe al blocco del turn over .
Infatti, l’incontro tenutosi nei giorni scorsi presso il ministero della Salute non ha prodotto risultati per i circa 600 tra medici, infermieri e tecnici prima stabilizzati dalla Regione e poi licenziati in seguito ad una sentenza della Corte Costituzionale.

La Regione Puglia ha inteso sanare la crescente precarizzazione del personale del Servizio sanitario regionale dovuta al blocco del turn over.
Per questo aveva avviato, con due leggi regionali, un processo di “stabilizzazione” e “internalizzazione” che riguardava circa 400 medici e 200 tra infermieri, tecnici e personale amministrativo.

Ma la Corte Costituzionale ha eccepito la legittimità delle procedure avviate in Puglia e ha dunque “imposto” di tornare alla situazione precedente.

In sostanza, circa 600 operatori della sanità pugliese sono stati licenziati o rischiano di esserlo in breve tempo.

“Una situazione preoccupante non solo sotto il profilo occupazionale, ma anche perché mette a rischio la tenuta dei servizi”, l’hanno definita da sinistra.
Da destra, invece, fanno sapere che “sulla vicenda è ben noto l’errore compiuto da Vendola e dalla Sinistra al governo della Regione nell’approvazione di una legge illegittima ed anticostituzionale”.

Insomma, le comari biancorosse e biancazzurre – sfumature cromatiche del bipolarismo all’italiana – si palleggiano le responsabilità d’un atto amministrativo, mentre 600 famiglie passeggiano sul ciglio del baratro della disperazione…

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Commenti

  • professorcono (utente non verificato)

    sono uno dei medici licenziati SENZA COLPA dopo aver lavorato seriamente da anni presso la ASL BA. Nel 2009 dopo cinque anni di lavoro precario ho fatto un regolare concorso con commissione esterna e tre prove sostenute. Dopo due anni arriva una lettera di licenziamento assurda (ricordo anche che dopo il concorso e il tempo indeterminato ovviamente nessuno di noi ha fatto altri concorsi o avvisi pubblici!!).Quanto sta succedendo in Puglia è gravissimo! Le nostre famiglie non vogliono pagare lo scotto di malapolitica e faide varie: dateci voce voi mezzi di informazione, perchè finora assurdamente si è parlato pochissimo: vendola e la giunta regionale attuale si assumano le loro responsabilità e riparino questa situazione politicamente con una deroga che ci restituisca il diritto acquisito davanti allo stato quando abbiamo firmato il conratto a tempo indeterminato. cosma