Comune, tutti ad autoridursi i compensi. Non bastava non perdere milioni di euro?

Mario Sicolo

Va bene questa ondata di (stucchevole?) austerity, ma forse ci voleva prima più oculatezza amministrativa

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Si sussurra che in un angolo remoto (e preziosamente segreto) di Palazzo Gentile stiano approntando una nuova stanza.

Arredo spartano, spazio angusto – meglio risparmiare su tutto, a cominciare dal mobilio -, atmosfera rigorosamente medievale, secondo le ultime indiscrezioni pare stiano sistemandoci solo un ligneo inginocchiatoio tarlato (pure questi insetti scavatori sono in azione per ridurre) con un cilicio a disposizione dei nostri inquilini che potranno fustigarsi tutte le volte che vorranno, contriti come si conviene all’uopo.

Eh già, la Casta costa, ma col passar del tempo, si fa sempre più casta e lascia che dalla cesta cadano sghei.
Sono giorni di crisi economica profondissima e devastante e di vacche anoressiche, quindi tutti giù a far sacrifici inenarrabili.
Il comando imperioso da seguire è autoridurre qualsiasi cosa. (Anch’io, da buon cittadino, sto facendo il mio, mi sono ridotto del 20% il gettone della doccia al lido e ogni giorno è acqua gelida addosso che non vi dico).

Ora, pur sinceramente ammirati da questa improvvisa ondata di francescanesimo che ha investito i nostri politici, certo degni di pubblico encomio, ci resta una piccola riflessione.
E’ sacrosanto che l’esempio della rinuncia venga dall’alto, tanto quaggiù, in basso, ci abbiamo fatto l’abitudine a: tasse, decurtazioni, tarsu, irpef e chi più ne più ne (o ce lo, purtroppo) metta.

Però, c’è un però.
La morigeratezza che impone sacrifici economici (degni di miglior causa) suona un po’ stucchevole, soprattutto se messa a paragone con la notizia, questa sì, davvero tragica: la perdita di svariati milioni di euro, quattro per la crudele precisione, fondi che sicuramente avrebbero portato ricchezza alla nostra città.

Chissà, piuttosto che stringere la cinghia d’estate, avere maggiore oculatezza amministrativa durante tutte le altre stagioni della consiliatura non avrebbe fatto male.
Correre affannosamente ai ripari, a questo punto, potrebbe non servire a molto.

E’ come se in una bagnarola – creduta erroneamente inaffondabile transatlantico -, che sta andando a picco, si vada a coprire una piccola falla, mentre una crepa sta dilacerando inesorabilmente (irreversibilmente?) il cuore della carena…

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