Corato, arrestati due bitontini per estorsione
Alla vittima, una ragazza conosciuta in discoteca, avevano detto di essere calciatori
Nella tarda mattinata di ieri, in Corato, personale del locale Commissariato di P.S., ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti pregiudicati bitontini, BUONVINO Vincenzo di anni 27 e NATILLA Domenico di anni 20, resisi responsabili, in concorso tra loro e con altre persone rimaste ignote, del reato di estorsione.
L’attività investigativa prendeva origine lo scorso 22 marzo, quando immediatamente dopo un furto di un veicolo in danno di una giovane donna di Corato, il BUONVINO ed il NATILLA, avrebbero simulato di attivarsi telefonicamente per avere notizie sulla persona che al momento avesse la materiale disponibilità dell’autovettura, facendo sapere alla derubata che per la restituzione dello stesso mezzo era stata richiesta la somma di 1.000,00 euro in contanti. Detta somma veniva pagata dalla vittima che così facendo otteneva la restituzione dell’auto.
Il Commissariato di Corato aveva peraltro già condotto delle indagini a carico del BUONVINO, in esito alle quali lo stesso era stato arrestato, per aver adescato delle ragazze all’interno di discoteche ed una volta conosciute e frequentate, manifestando nei loro confronti apparente amicizia, solo al fine di carpire ed abusare della loro fiducia, data la loro giovane età, riusciva a sapere notizie utili per mettere poi a segno agevolmente furti nelle loro abitazioni.
La vittima dell´estorsione, in sede di denuncia raccontava agli operanti che in data 07.03.2011, durante una serata in una nota discoteca locale, aveva conosciuto due giovani che si presentavano con il nome di Vincenzo e Domenico e che asserivano essere calciatori militanti in una squadra di calcio calabrese. Il giorno successivo, i due si erano incontrati con la vittima per trascorrere alcune ore in sua compagnia . Al suddetto incontro ne seguivano altri. In uno degli incontri, su indicazione dello stesso BUONVINO, la vittima parcheggiava la sua autovettura avendo cura di inserire il block shaft e di chiuderla a chiave, nonché di estrarre la relativa autoradio, che portava con sé.
Al rientro la giovane constatava l’asportazione della sua utilitaria e chiedeva l’ausilio dei due amici per ritrovarla. Il BUONVINO Vincenzo effettuava diverse telefonate con il suo telefono cellulare ad alcuni amici e conoscenti,, per chiedere loro se avessero notizia della macchina rubata, con esito negativo.
Successivamente il ventisettenne riferiva di essere riuscito a rintracciare telefonicamente la persona che deteneva l’autovettura rubata, la quale per la sua restituzione aveva chiesto la somma di 1.000,00 euro in contanti.
A quel punto la vittima rappresentava al BUONVINO di non disporre al momento della somma richiesta, e, nella circostanza quest´ ultimo si rendeva disponibile ad anticipare subito l’intero importo.
Ottenuta la restituzione del veicolo, la vittima il giorno successivo restituiva i soldi al BUONVINO Vincenzo.
Il personale del Commissariato mostrava alla vittima le foto di diversi pregiudicati e tra questi la stessa riconosceva, senza ombra di dubbio il BUONVINO Vincenzo ed il NATILLA Domenico.
L’autovettura veniva ritrovata in Bitonto. Il BUONVINO, dopo aver chiesto le chiavi dell’autovettura rubata, si allontanava a piedi per le vie di un quartiere popolare e trascorso circa un quarto d´ora, ritornava guidando l’autovettura oggetto del furto che consegnava ad un congiunto della vittima. Quest’ultimo precisava altresì, che all’atto della consegna della stesso veicolo, prelevava dal relativo vano porta oggetti il suo portafoglio, da lui riposto nel pomeriggio dello stesso giorno cui si era verificato il furto ed all´interno del quale era custodita la somma di 700,00 euro in contanti, denaro interamente ritrovato nonostante lo stesso mezzo fosse stato rubato. Questa situazione andava a confermare i sospetti degli investigatori, così come pure le modalità del furto in questione, atteso che all’atto del parcheggio la proprietaria del suddetto veicolo aveva provveduto all’inserimento dei sistema antifurto block shaft, che può essere rimosso solo se si è in possesso della relativa chiave.
Stanti tutti gli elementi indiziari a loro carico il BUONVINO ed il NATILLA, dopo le formalità di rito venivano rinchiusi entrambi nel carcere di Trani.
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