Habemus praefectum: Mario Tafaro

La Redazione

Arrivata la decisione del Consiglio dei Ministri. Intanto ieri Mantovano ha fatto il punto della situazione anche su Bitonto

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Mario Tafaro è il nuovo Prefetto di Bari. Lo ha deciso dopo sei mesi il Consiglio dei ministri. L’ex Prefetto di Lecce, sponsorizzato dal ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto, alla fine l’ha spuntata su Antonio Nunziante, preferito invece dal sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano.

Tafaro, successore di Carlo Schilardi, ha 63 anni ed è originario di Minervino Murge.
È stato Prefetto di Lecce dal 20 agosto del 2008: in tre anni le sue principali battaglie sono state contro l’immigrazione clandestina, un fenomeno tornato prepotentemente d’attualità negli ultimi mesi sulle coste salentine, e i presunti interessi della mafia verso la cosiddetta green economy. D’altronde il Salento è la terra dei pannelli solari e, soprattutto, delle pale eoliche. L’attenzione del prefetto è che l’energia «pulita» resti tale e non subisca infiltrazioni criminali. È stato anche Prefetto di Brindisi (2006) e Vibo Valentia (2003).

Ieri, intanto, Mantovano è tornato a discutere della sicurezza nel territorio pugliese.
”Io metto al primo posto nell’ordine di preoccupazione l’area garganica – ha proseguito Mantovano – nonostante tutto il lavoro fatto negli ultimi due anni, nonostante la cattura dei latitanti, i personaggi piu’ significativi della criminalita’ mafiosa di quel territorio, i sequestri, le confische, e’ un territorio che comunque continua a presentare grosse preoccupazioni. Ci sono persone che in questo momento sono state sottratte alla libera circolazione, che sono scomparse, non si sa qual e’ la loro sorte, le ricerche sono in corso. Vi e’ una fortissima omerta’ interna e una efferatezza di gesti criminali e anche un tratto militare”, ha sottolineato.
Oltre che sui problemi della criminalita’ nell’area garganica, e’ stata fatta una ricognizione sulla situazione di Andria, nella Bat, e su Bari, Altamura e Bitonto. Erano presenti anche il prefetto Francesco Cirillo, vicecapo della Polizia e direttore centrale della Criminalpol, Francesco Gratteri, direttore della Direzione Centrale Anticrimine, e i vertici dei Comandi Generali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

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