Fioriello (Idv): «Noi siamo i veri “nemici” degli sprechi e dei privilegi della Casta»
«Perché solo una parte del centrosinistra ha lanciato la petizione senza coinvolgere chi da sempre lotta contro i costi della politica»”
Da Giuseppe Fioriello, segretario della sezione bitontina dell’Italia dei Valori, riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Giusto il tempo di assaporare il dolce sapore della vittoria referendaria, che Italia dei Valori torna a mobilitarsi per coinvolgere la cittadinanza per una battaglia che è propria del Dna del nostro Partito: il contenimento dei costi della politica, l’abbattimento degli sprechi.
"Sprechi" e "privilegi": entrambe si rifanno a due concetti chiave dell’antipolitica. Il primo quello che vede il Palazzo come un’irresponsabile macchina mangia soldi. Il secondo quello che vede la Casta dei politici come unica destinataria di privilegi arroganti e inaccettabili.
Constatiamo, in questi giorni, che ALCUNE forze di centro sinistra e quindi, SOLO UNA PARTE DEL CENTROSINISTRA e che non rappresentano IL CS, abbiano lanciato una proposta, “stranamente” non partecipata alle altre forze di Centro Sinistra, che punta ad una petizione per ridurre i costi della politica.
E’ bene, allora, far memoria su alcune situazioni ed informare coloro che non sanno che queste battaglie hanno origini ben lontane:
Grazie all’intervento del Gruppo dell’Italia dei Valori con i suoi emendamenti e le sue proposte di Legge già dal 2006, si riduce la spesa degli enti locali attraverso la riduzione del numero dei componenti dei consigli d’amministrazione e degli organi esecutivi dei consorzi di bonifica.
Già nel 2006, durante il dibattito sulla legge Finanziaria, l’Idv si è battuta per far inserire un pacchetto di norme che conteneva la razionalizzazione dei costi della politica, l’eliminazione di sprechi, la riduzione delle sacche di inefficienza e di privilegio del nostro sistema politico.
Nel 2007, il nostro partito ha presentato una proposta di legge specifica per la riduzione dei costi della politica, il contenimento della spesa pubblica e la riduzione del debito pubblico. E’ stato ridisegnato il sistema delle comunità montane introducendo tagli di spesa e nuovi parametri per il riordino completo delle stesse.
Nel 2009, c’è stata la nostra proposta di legge sull’abolizione delle Province e già allora Pdl, Lega e Pd ne hanno rinviato l’approvazione.
L’anno scorso, prima dell’approvazione della legge Finanziaria, l’Italia dei Valori ha presentato una manovra di tagli da 65 miliardi di euro in due anni, insistendo sempre sull’eliminazione dei costi inutili e degli sprechi della casta.
E’ stata ridotto di 20 milioni di euro il fondo per il rimborso elettorale ai partiti politici istituito dalla legge n. 157 del 1999. Si è avuta la riduzione delle circoscrizioni, unitamente alla riduzione dei costi per le rappresentanze dei consigli e giunte comunali e provinciali.
C’è la proposta di abolizione del vitalizio dei parlamentari e dei consiglieri regionali, obbligo di amministratore unico per gli enti controllati da Comuni, Province e Regioni e di tre amministratori per i Cda delle società di capitali controllate dagli stessi enti; dimezzamento delle auto blu in un anno con vendita dei veicoli in esubero; blocco delle consulenze nelle pubbliche amministrazioni.
Caso eclatante quello della proposta lanciata questo 5 Luglio da IDV, dove si è realizzata una maggioranza trasversale della casta, una cosa da prima Repubblica. Si è consumato un tradimento generalizzato degli impegni elettorali da destra e da sinistra.
C’è stata una gara tra i partiti nel non far seguire le promesse della campagna elettorale per eliminare gli sprechi della politica». grazie anche al NON VOTO DEL PD. Le province non si toccano.
Grazie alla convergenza dei voti di Pdl e Lega e con l’astensione del Partito democratico, l’Aula della Camera affossa la proposta di legge costituzionale dell’Italia dei Valori per la loro eliminazione. In particolare, l’abolizione delle Province. “La Casta”, il 5 luglio a Montecitorio, ha messo il veto alla proposta di Legge di Italia dei Valori per l’abolizione delle province.
A favore, insieme a noi di Idv, ha votato soltanto il Terzo Polo, mentre il Pdl e la Lega, hanno votato contro. Il Partito Democratico (dimenticando, anche in questo caso, le promesse elettorali del 2008) si è astenuto, vittima degli eterni distinguo, dello scarso decisionismo e, probabilmente, di interessi particolari che gli hanno impedito di prendere una posizione decisa.
Italia dei Valori non si ferma qui. A settembre, lo ha annunciato il Presidente Antonio Di Pietro, torneremo tra la gente per raccogliere le firme per un disegno di legge di iniziativa popolare, per cancellare la parola “Province” dalla Costituzione.
Servono cinquantamila firme, per una nuova battaglia che – come i referendum del 12 e 13 giugno – veda trionfare le istanze e la voglia di mobilitazione della società civile e migliori energie che ancora oggi arrivano dalla politica, quelle disposti a calarsi tra le persone, ad ascoltarle, a farsi interpreti delle loro necessità. In autunno, dunque, saremo di nuovo nelle strade e nelle piazze d’Italia, e di Bitonto, con i nostri gazebo, per una nuova stagione di democrazia diretta.
Oggi, però, è fondamentale iniziare a contarci, per non sopire quel grido di giustizia e indignazione che il 5 luglio – dinanzi allo scempio di Montecitorio – si è levato dal Paese. Sul sito nazionale di Italia dei Valori è iniziata la pre-raccolta firme online per l’abolizione delle Province.
Lasciando la vostra mail potrete firmare la petizione e ricevere tutte le informazioni sull’avvio della campagna nei territori.
Firma e ferma gli sprechi! sarà solo il primo passo verso un nuovo modo, veramente partecipato, di fare politica.
Hanno tentato in tutti i modi di fermarci, ma noi non desistiamo.
Se il Parlamento difende la sua cricca, allora rimettiamo tutto nelle mani dei cittadini, portando avanti la raccolta di firme per il referendum sull’abolizione delle Province.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Strisce blu e pass disabili, a Bitonto il sospetto degli abusi per non pagare