Prima internazionale per la coreografa Amy Chavasse al “Traetta”

Liliana Tangorra

Momenti di riflessioni con gli spettacoli “The hunger for the longing” e “Spatula sound check”

0 commenta

La residenza teatrale di Bitonto, ResExtensa colpisce ancora e questa volta, nonostante le ‘minacce’ che circondano il teatro, che per le ‘divinazioni’ di alcuni chiuderà, ha messo in scena venerdì 15 Luglio presso il teatro ‘T. Traetta’, una prima internazionale della coreografa americana Amy Chavasse dal doppio titolo (in effetti le performance sono state due) THE HUNGER FOR THE LONGING E SPATULA SOUND CHECK.

Un momento di intercultura, che ha stimolato il senso di critica e autocritica politica, soprattutto, nel pezzo THE HUNGER FOR THE LONGING ispirato alla famosissima canzone americana “This Land is Your Land” di Woody Guthrie nata da una reazione di critica durante la crisi che colpì gli Stati Uniti nel ’29 e che nel corso del tempo è diventata un vero e proprio inno nazionale, scaricando su se stessa lo stereotipo del mito americano.

I danzatori con una serie di movimenti, coreografie, parole e canto sfrenato hanno ripercorso il sogno di Elvis Presley, dei Cow-boy, delle gomme da masticare, di George Washington e della vastità e grandezza di quella terra, riportando alla realtà attuale e assai critica un mondo che vive nel mito. Un vero e proprio grido di denuncia fatto con ironia dalla compagnia di Amy Chavasse la quale commenta così il suo pezzo «Dopo decenni di viaggio in tutti gli Stati Uniti e all’estero, sono acutamente consapevole delle contraddizioni tra il tenere alla propria nazione e sentirsi traditi e arrabbiati dalle sue politiche».

Per lo stesso principio legato alla scoperta, all’analisi attenta delle relazioni tra gli uomini è nato il pezzo SPATULA SOUND CHECK, che grazie all’armonia di due danzatrici Donnell Oakley, Jessica Jolly presenti in scena, ha esplorato la relazione tra due amiche, intende a svelare le loro intimità.

Le spatole, da cui prende il titolo la pièce, diventano la metafora e gli oggetti utilizzati per rigirare e capovolgere le situazioni e diventano lo spunto per delle domande circa la natura del genere maschile e femminile. All’occorrenza, le spatole sono diventate dei microfoni per amplificare la voglia delle donne di farsi ascoltare e capire.

Un duetto che ho mostrato l’intimo di una relazione d’amicizia certamente intricata, ma indispensabile.

Una scenografia semplice realizzata con un fondale e una pavimentazione bianchi illuminati da delle affascinanti luci a Wood, il tutto coronato dalle musiche di Stephen Rush e Jerremy Edwards (presenti in scena) che hanno reso lo spettacolo unico e intrigante per un pubblico che ha bisogno, ancora oggi, di conoscere e apprezzare un tipo di danza innovativo e di spessore.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!