Saccheggiata una necropoli dell’Età del Ferro in Contrada Lamione
E’ nel cuore della Murgia bitontina
Lo scempio è troppo evidente per non far male a chi lo scorga, anche solo avvicinandosi.
Siamo in contrada Lamione, nei pressi del Bosco di Bitonto. È il cuore della Murgia.
Le balze sono qui ancora dolcemente degradanti e gli ulivi s’aggrappano ritorti a questi declivi pietrosi, sotto un cielo infinito ed un sole che spacca le pietre.
Dunque, in uno dei terreni che ingioiellano la zona, improvvisamente s’aprono rettangoli ampi e profondi, dentro i quali sono state persino interrate piccole piante, nella speranza che possano crescere in fretta, da qualche agricoltore poco avvezzo a conoscenze storico-artistiche.
Accanto ad ogni buio fosso, un lastrone di pietra riverso.
Ce ne sono tanti, troppi di questi buchi e di queste lastre per non esserci qualcosa di strano.
Poi, tutti ravvicinati e quasi messi in fila.
Insomma, siamo con tutta probabilità di fronte ad una necropoli dell’Età del Ferro, IX-VIII secolo avanti Cristo.
Non è la prima volta che il tempo fa ruggire la sua voce secolare per lacerare la coltre di colpevole silenzio, che spesso l’avvolge.
Il problema è che, stando alle precise segnalazioni di alcuni lettori, pare che nottetempo entrino in azione mani fameliche, che saccheggiano ogni sorta di bene si possa reperire in quelle sepolture. Trattasi quasi certamente dei classici tombaroli, esperti professionisti dell’assalto a tutto quello che lo scorrere degli anni ha reso prezioso.
Certo, se la datazione è la suddetta, il corredo funebre non risulterà particolarmente ricco, ma avrà un valore inestimabile sotto l’aspetto archeologico. Anche perché presenze del genere non erano state registrate in precedenza, in quei paraggi.
La scorsa settimana sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Bitonto, che hanno refertato tutto al Nucleo Tutela del Patrimonio. Che, a sua volta, ha informato la Soprintendenza ai Beni archeologici.
Frattanto, però, pare che la razzia prosegua, visto che ci sono i segni inequivocabili degli spilloni e i contrassegni, che servono ad individuare il posto ove continuare a scavare.
Urge intervenire al più presto per evitare che la scelleratezza dei soliti noti possa continuare a violare e, quindi, depauperare il patrimonio di tutti.
Commenti
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che scempio!!…queste notizie sono come pugnalate al petto, e purtroppo noi bitontini sprovvisti di “mani fameliche” ne abbiamo fin tante di queste ferite…TROPPE!!
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lino ..anche quella è un attività che dipinge negativamente la nostra comunità e la distingue dalle altre…….
Ma se non riescono neanche a fermare il fenomeno dei fruttivendoli ambulanti/abusivi che stazione su ogni angolo del centro del nostro paese di cosa ci vogliamo lamentare???????







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