Novità (?) in Consiglio comunale. La Lista Valla torna a sostenere la Giunta omonima

Michele Cotugno

Quale sarà la triste moneta di scambio di questo sostegno?

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Solamente qualche giorno fa, l’assenza di Sannicandro, Vacca e Liaci aveva costretto la maggioranza a rinviare la discussione sul bilancio consuntivo del 2010.
Evidentemente, sono bastati pochi giorni per sanare i “mal di pancia” che li avevano indotti ad assentarsi.

La Lista Valla è, infatti, ritornata nel consiglio di ieri l’altro, ad assicurare l’appoggio all’omonima giunta.
L’approvazione del bilancio consuntivo è stata possibile solamente grazie alla “totale coesione” e al “pieno sostegno” assicurati dal consigliere Nicola Vacca, intervenuto a nome della Lista Valla, finalmente presente, con la sola eccezione di Liaci.

Una dichiarazione che ha irritato l’opposizione, che lo ha duramente attaccato. Solo dal collega di maggioranza Perrini, sono state espresse parole di apprezzamento per la presa di posizione.

“Avete preso in giro la città, offrendole uno spettacolo indecoroso” ha iniziato Francesco Paolo Ricci, Pd, accusando la lista omonima del sindaco di essersi venduta per una poltrona.
“Provo disagio dinnanzi a tale pseudo-politica” ha invece commentato Franco Natilla dei Riformisti, evidenziando l’atteggiamento contraddittorio, rispetto alle dichiarazioni rese non molto tempo fa alla stampa dal capogruppo della Lista Valla, Liaci, che attaccava con toni forti la giunta.
“L’amore per la città con cui Vacca ha assicutato l’appoggio è poco credibile – ha attaccato il consigliere riformista – avrebbe fatto miglior figura ammettendo di aver concordato l’assessorato”.
Nel mirino di Natilla anche il finiano Salvatore Tassari, che non molto tempo fa proponeva “l’eutanasia politica” per la giunta, salvo poi ritornare tra le braccia della maggioranza.
L’ex consigliere del Pdl ha risposto alle accuse, negando di aver ottenuto un assessorato come moneta di scambio.

“Il sindaco è ostaggio dei ricattatori” ha continuato il vendoliano Michele Daucelli, invitando il primo cittadino a porre fine a tutto questo.

“La politica è uscita tre anni fa da questa aula. L’etica politica non vi appartiene” è stato il commento del capogruppo del Pd, Giovanni Rossiello, che ha parlato di “giravolte oscene”, chiedendo ai consiglieri della Lista Valla, "dove fosse, giovedì sera, quella lealtà oggi ritrovata”.

Pìù volte interpellato, per il ruolo che ebbe nell’ultima seduta, Lillino Labianca, Lista Schittulli, ha legittimato la richiesta di visibilità esplicitata dalla Lista, rinfacciando alla controparte di aver portato a dieci gli assessorati, durante la precedente amministrazione, “pur di accontentare le richieste di visibilità delle forze politiche”.
“Lungi da me interrompere la collaborazione tra Provincia e Comune” ha aggiunto Labianca, esortando l’opposizione a lasciar governare la squadra di Valla.

“Siete voi a far saltare i consigli, non noi” è stata la risposta di Saverio Martucci.
Duro anche l’intervento di Emanuele Pinto, Pd, che ha distinto la “legittima richiesta di visibilità”, dalla “mera richiesta di poltrone, frutto di una politica volta a costruire alleanze elettorali, più che a formulare idee”.

“Quando inizierete ad attuare il vostro programma? Quando inizierà l’alba di un giorno migliore?” si è chiesto il piddino Vito Masciale, parafrasando lo slogano con cui Valla vinse nel 2008.
Una domanda a cui ha provato a rispondere il consigliere suo compagno di gruppo, Alessandro Gesmundo, ipotizzando che “si comincerà a lavorare in occasione della prossima campagna elettorale”.

A concludere la lunga querelle è stato il segretario del Partito Democratico Francesco Fallacara, chiedendo a Valla di dissipare i dubbi dell’opposizione e di dichiarare che nessun rimpasto è all’orizzonte.
Dal sindaco solamente il solito silenzio.
Un silenzio, tuttavia, molto eloquente.

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