“Antonietta De Pace: donne in prima linea per l’unità d’Italia”, un successo senza fine

Liliana Tangorra

Dopo la vittoria in Sicilia, i ragazzi dell’Itc “Giordano” ripropongono l’emozionante spettacolo

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Dopo il successo a Partanna, in Sicilia, con la vittoria del Grifo D’Oro, premio nazionale di teatro-scuola giunto alla X edizione, i ragazzi dell’ITC ‘Vitale Giordano’ di Bitonto hanno riproposto lo spettacolo inedito ‘Antonietta De Pace: donne in prima linea per l’unità d’Italia’ presso il proprio istituto riscuotendo ancora successo e gratificazioni.

Non poteva mancare nell’anno del centocinquantesimo anno di età dell’Italia unita, uno spettacolo che riproponesse le fatiche che i nostri avi hanno dovuto affrontare per raggiungere un unico obiettivo: l’unificazione.

L’originalità sta nell’aver sottolineato l’importanza del ruolo delle donne, che attraverso escamotage e con grande coraggio, riuscirono ad affiancare i compatrioti, impegnati in prima linea ad affrontare i dominatori.
Il pretesto è stato lo studio della storia da parte di alcune studentesse che con balli e danze ispirate al Risorgimento italiano si sono trasformate nelle eroine che nel meridione d’Italia hanno permesso, con l’aiuto dei garibaldini, l’unificazione.

Uno spettacolo che prende spunto dalla vicenda di Antonietta de Pace, giovane nobildonna gallipolina, che seguì gli ideali di Mazzini e della Giovine Italia nel 1849 e che fondò un Circolo femminile, composto prevalentemente da donne di estrazione nobile o alto borghese, i cui parenti si trovavano nelle carceri borboniche.

Antonietta seguì con attenzione anche la famosa causa "dei Quarantadue"; il compito delle donne era quello di far da tramite tra i detenuti politici e i loro parenti, di far pervenire nelle carceri viveri e altri mezzi di sussistenza, lettere e informazioni politiche.

Arrestata e scagionata a Napoli per mancanza di prove, assistette all’Unità d’Italia con l’amato Beniamino Marciano. Una storia ideata e diretta dai professori Anna Grande, Lucia Achille, Rosa Mitolo, Gaetano Baldassarre, il cui sforzo ha prodotto uno spettacolo emozionante alla scoperta di un periodo storico molto importante per la nostra Terra, nel quale non sono mancati riferimenti alla contemporaneità.

Essenziali le scene, evocativi i costumi ben intrecciati in una mise ensemble efficace e utile non solo ai ragazzi che con fatica, originalità e impegno hanno riprodotto in musica, canto e parole uno squarcio della storia italiana.

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