Omnia 2010-2011: il Pagellone finale

Giuseppe Urbano

Nessuna insufficienza e tanti bei voti per mister De Leo e i suoi ragazzi

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Bersaglio centrato.

Nonostante gli infortuni in serie, le copiose giornate di squalifica – non sempre oneste – difficoltà d’ogni genere e numero ed un campo d’allenamento a dir poco “controproducente”, la giovane matricola Omnia ha conseguito la permanenza in Seconda Categoria con due turni e trequarti d’anticipo.
Non senza patemi, pacifico, ma il piacer figlio d’affanno di leopardiana memoria può regalare, nello sport come nella vita, gioie senza eguali…

La squadra ideata nell’estate del 2008 da Domenico Nacci e i suoi amici ha chiuso il campionato numero tre della sua breve storia al nono posto, dopo i due sfortunati playoff in Terza.

Tanto mister De Leo quanto buona parte della rosa a sua disposizione erano alla prima esperienza nella categoria, dunque, è stato doveroso considerare fondamentale l’apporto di ogni singola componente nel raggiungimento dell’obiettivo primario: la salvezza.

Impensabili le insufficienze, tante le eccellenze.

VITUCCI 10 e lode. Vox populi, o meglio, la voce dello spogliatoio, lo ha largamente eletto miglior giocatore biancoblu della stagione. Le sue papere sono state rarissime, come quelle di Parco 2 Giugno con il passare degli anni. Prodezze a ripetizione, scolpite nelle monumentali prestazioni di Capurso e Bitetto, e tanti interventi (fatti sembrare) semplici, naturali.
Dieci obbligato, quindi, “con lode” perché il prode Graziano è spesso sceso in campo tormentato da lancinanti dolori ad un ginocchio. Appena maggiorenne ma già prontissimo per seguire le orme del fratello maggiore Vito. NUMERO 1.

CERVELLI 6. Il ruolo di dodicesimo, si sa, è balordo. Poche chiamate (sei) con l’obbligo di rispondere presente senza far rimpiangere il portiere titolare. Tra i pali Raffa fa il suo, difendendo la porta biancoblu con dignità, concentrazione e attaccamento ai colori. Fuori dal campo, poi, è un leone indomabile, un autentico incubo per arbitri e avversari. BODYGUARD.

BRASCIA 6. Titolare nelle prime cinque partite, l’“anziano” Antonio ha sciorinato – qualora ce ne fosse stato bisogno – grande mestiere e carisma. Prima di cedere agli impegni della vita, si è reso protagonista di buone performance e di pochi passaggi a vuoto. ESPERIENZA.

VERRIELLO 9. Il signore indiscusso della difesa, mister correttezza. Silenzioso, pulito, agile, ma anche tosto, rognoso e capace di guidare a gran voce i compagni di reparto. Lascia negli spogliatoi il suo prestigioso curriculum ed entra in campo sempre con l’umiltà dell’ultimo arrivato. Mediano all’occorrenza, goleador contro l’Atletico Andria. THIAGO SILVA.

ORLINO DARIO 8,5. Difensore centrale, centrocampista, prima punta, rigorista, cannoniere. Un ragazzo, mille risorse. Forse gli avversari lo squadrano prima della partita e pensano: “Sarà lento, impacciato, timido e piedi-di-legno”, al triplice fischio si ritrovano puntualmente ad ammettere la sua bravura. Lì dietro e dal dischetto non sbaglia un colpo, in mezzo collabora, in area avversaria fa davvero paura: 8 gol e tanta altra roba… IL SOLITO IGNOTO.

RUBINI 7,5. Una delle anime della squadra. Ha dimostrato di poter giocare ovunque senza cali d’intensità. Le diagonali difensive e le discese “in motorino” sulla fascia destra sono stati i suoi marchi di fabbrica. Tre volte capitano, un gol all’attivo, una lingua in perenne movimento. CENTAURO (SENZA CASCO).

SCHIRALDI 6,5. Toh, chi si rivede! Michele, una sorpresa solo per i calciofili bitontini più giovani, una furia negli anni Novanta. Si è rimesso in discussione nel momento più delicato della stagione biancoblu, quando ormai la picchiata verso il baratro playout sembrava inarrestabile. Ha perso chili e ruggine, conquistato fiducia dei compagni e posto fisso tra i titolari. REDIVIVO.

DE RUVO 6,5. Una delle colonne dell’Omnia. Navigato ben oltre i suoi 25 anni, dove lo metti là gioca, e bene. Premiato con la fascia di capitano contro l’FC Giovinazzo in casa, tira con dignità la carretta biancoblu dal 2008… FEDELISSIMO.

FALLACARA 6,5. Votato miglior under della stagione dalla prima squadra, il diciottenne Giuseppe ha rappresentato la pianta più rigogliosa del vivaio Omnia. L’esempio tangibile dell’ottimo lavoro svolto dal duo Vitale-Mancazzo con la Juniores. Valoroso cadetto in battaglie per veterani. LITTLE WALL.

SCHIAVINO ANTONIO 6. Sia chiaro, non si tratta di un 6 politico. Non ha combinato disastri sulla fascia sinistra, ma quando si dispone di un pedigree calcistico come il suo tutti si aspettano ogni domenica prestazioni monstre. Un sinistro sopraffino, pigretto nella corsa senza palla, troppi gli infortuni. 19 ANNI…

CAPITANELLI, D’AUCELLI, LANDRISCINA 6. Manciate di partite, prezioso fieno portato nella cascina comune. Il primo rappresenta il “vecchio” – è un altro reduce del 2008 – i due mancini il nuovo che avanza: 59 anni in tre. LA MEGLIO GIOVENTU’.

GENTILE 8,5. La luce della squadra. Assistman impareggiabile ovunque lo si piazzi in campo: sugli esterni, nel cuore della manovra o sull’amata trequarti, crea. Due gol da due punti contro Adelfia e Bitetto più centinaia di giocate da vero numero 10. FANTASIA.

GRUMO 8. Il capitano, dopo il grave infortunio molfettese accorso a Ciccio Iovene. Da tale si comporta fino all’ultima giornata, fino all’ultima goccia d’energia in corpo. Corre, ringhia, morde le caviglie a tutti gli avversari che gli capitano a tiro. Manda in rete i compagni, li sprona, li guida. Un gran gol alla Sibillano, quantità e qualità. FULCRO.

MASCIALE 8. Ma quanti polmoni c’ha ‘sto Giuseppe Masciale?! Medianaccio asfissiante per chiunque intenda aggredire la metà campo dell’Omnia. Non sarà un fenomeno nella costruzione del gioco, ma i palloni che ruba lui non li ruba nessuno. CALAMITA.

IOVENE 7. O capitano! Mio capitano! No, non stiamo parlando della poesia dedicata da Walt Whitman allo sfortunato presidente statunitense Abraham Lincoln, bensì del nefasto “attimo fuggente” che ha costretto capitan Iovene a rinunciare a gran parte del campionato. Prima dell’infortunio contro la Virtus Molfetta, Ciccio ha segnato e fatto segnare, ha orchestrato da leader la manovra biancoblu con intelligenza, correttezza e saggezza esemplari. VIRGILIO.

ORLINO ANTONELLO 8. Mister 3 punti. I suoi sette gol certificati (l’ottavo è stato rifilato alla ritirata Aerhios Canosa, il nono alla Sibillano è in comproprietà con il giovane Frisone) hanno prodotto più del 50% dei punti in classifica dell’Omnia. Le reti spettacolari non saranno la sua specialità, ma è sempre lì in agguato, spietato. Poi sportella, spondeggia, offre alla squadra un punto di riferimento avanzato importantissimo. CONCRETEZZA.

LOVERO 7. Il suo cognome rimarrà per sempre legato alla storia dell’Omnia. Il principito avrà accumulato all’incirca cento minuti di presenze in seconda categoria, ma ha avuto il grande merito di realizzare il gol-salvezza casalingo al Santeramo, più un altro “inutile” al Milan Club Molfetta. Non ancora diciottenne ma già maturo per il giro della prima squadra. Avvisati i mister Vitale e Mancazzo… CANNONIER FUTURO.

SCHIAVINO MICHELE 6,5. Infortuni e Giudice Sportivo ne hanno minato la stagione, tuttavia il furetto biancoblu è riuscito ad iscrivere tre volte il proprio nome nei tabellini; ha spesso sparigliato le difese avversarie con le sue micidiali accelerazioni. Tutti s’aspettano di più da un giovane così promettente, dal passato calcistico decisamente prestigioso. OPERA INCOMPIUTA.

VITARIELLO 6. Che sfiga Vincenzo! L’allenatore gli concede più d’una chance, lui risponde con tanto impegno, movimenti intelligenti e parecchi tentativi. Ma non gliene va mai uno a segno. Classe ’91, il tempo è dalla sua parte. ARRIVERA’.

MISTER DE LEO 9. Dulcis in fundo, la Guida. Non solo tecnica, soprattutto umana. Tenere unito e motivato un gruppo di quasi coetanei per otto mesi di competizioni non è semplice; se poi sei un esordiente nella categoria e gli infortuni devastano il tuo parco giocatori manco fossero uragani tropicali, il coefficiente di difficoltà aumenta di brutto. Raffaele dimostra metodo, personalità e tanto tanto self control. Non è difficile ipotizzargli un futuro su panchine anche più importanti. BASTONE E CAROTA. 

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