La remuntada è realtà. Libertas Bitonto, sei Eccellente

Pasquale Scivittaro

Storia di un sogno colorato di neroverde

0 commenta

Senza storia.
Senza appello.
Senza alcuna recriminazione, perché il campo ha detto in maniera inequivocabile chi erano i più forti.

D’altronde ieri, parafrasando una nota pubblicità, ci è piaciuto vincere facile.
Una marea neroverde, infatti, ha travolto i biancorossi del Real Altamura, realizzando così la “remuntada” che alla vigilia sembrava poco più di un sogno.

In campo c’erano il cuore, la voce, la passione degli oltre mille spettatori assiepati sulle tribune del “Città degli Ulivi”, concentrati nei piedi, nello spirito e nella testa degli undici leoni di mister Fino.

La Libertas Bitonto stravince la finale play off del girone A, ribalta lo 0-2 dell’andata, approda all’ultimo scontro contro il Galatina, a sua volta vittorioso nel barrage del girone B, e con ogni probabilità, visto l’andamento degli ultimi anni, realizza un sogno chiamato Eccellenza.
Abbrescia conferma in toto la formazione di domenica scorsa con l’eccezione di Vicenti in panchina, influenzato, che fa spazio a Siciliani.
Fino, invece, lancia, come era prevedibile, l’artiglieria pesante in avanti, portando Scarano al centro della difesa con Pastanella sull’out di sinistra, e inserendo Solimini (bellissima prova) accanto alla diga Martellotta.

I primi minuti sono lunghi momenti di studio con i biancorossi ospiti guardinghi a difesa del risultato.
Al 15’ il fortino inizia a vacillare con la percussione di De Palo sulla sinistra ed il tiro di Pica deviato dalla schiena di un difensore.

Poi si torna a sonnecchiare, con la Libertas Bitonto sorniona ad aspettare il varco giusto.
E la fiammata, al 28’, arriva, squarcia la partita e apre una breccia nelle speranze di tutti.
Cross di Terrone per la testa di Pica, Tedesco fa il miracolo ma nulla può sul tap in a porta vuota di De Palo. Uno a zero, si può fare.

Passano 5 minuti ed il sogno diventa realtà, la remuntada si realizza.
Verticalizzazione di Terrone per De Palo, nettamente in posizione regolare, conclusione del numero 11 respinta dal portiere ospite sui piedi dello stesso Terrone che insacca il raddoppio e manda in visibilio tutto lo stadio. Due a zero, ci siamo.

Il Real Altamura perde la testa, inizia a protestare verso l’assistente, che aveva segnalato un fuorigioco ininfluente di Pica, salvo poi essere smentito in maniera sacrosanta dall’eccellente arbitro Panarese di Lecce.
Si accende anche un parapiglia in campo con Tedesco e Favia, due compagni di squadra, che vengono alle mani. L’arbitro, dopo 4 minuti di caos, manda negli spogliatoi Favia, un dirigente altamurano e Vicenti che dalla panchina aveva pesantemente protestato.

Gli ospiti, affossati dal doppio svantaggio e dall’inferiorità numerica, ci provano con D’Introno e Adriani ma le conclusioni terminano a lato.

Nella ripresa l’apoteosi giunge già dopo nove giri d’orologio.
Il piazzato dello straripante Vincenzo De Palo (per l’occasione con ai piedi le scarpe di Angelo Logrieco, altro fantastico fantasista bitontino, ndr), infatti, nettamente migliore in campo, si infila sotto l’incrocio dei pali e sigilla il 3-0.

Dopo c’è spazio solo per la lunga attesa prima del triplice fischio finale e della festa, intervallata da un palo clamoroso di Pica, da un altro paio di chance sprecate da Martellotta e Terrone, e dalla standing ovation che il “Città degli Ulivi” tributata a De Palo.

All’ultimo segnale di Panarese si scatena la gioia irrefrenabile di tutti, l’invasione di campo allegra e pacifica dei tifosi (non ci squalificate ora il “Città degli Ulivi” per cortesia!), i giocatori lasciati in mutande gridano, saltano, gioiscono con l’allenatore, Onofrio Fino, che da quando è arrivato ha finalmente dato alla squadra le certezza che le mancavano, con Vincenzo De Santis, sempre accanto ai suoi uomini in qualsiasi istante, con Francesco Mancazzo, e con lui, Antonio De Lucci, l’uomo senza il quale non sarebbe ripartito il calcio nella nostra città.

Il presidente, a fine partita, a stento trattiene le lacrime: “E’ davvero un sogno, abbiamo fatto un’impresa bellissima, il merito è della squadra, è della città di Bitonto, di ognuno di questi splendidi tifosi, io ho solo messo la base il resto l’avete fatto voi”.

Domenica prossima, in campo neutro, l’ulteriore finalissima contro il Galatina.
Con il cuore, la voce, la passione dello stadio di ieri nei piedi e nella testa degli undici leoni di mister Fino, però, per gli avversari sarà molto dura.
Perché a noi piace fare le cose per bene.
A noi piace vincere facile.

Pasquale Scivittaro

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!