Visti da vicino: la storia politica degli ultimi anni/ VI parte
Non sempre ciò che appare esiste…
Dall’avvocato Vito De Santis riceviamo e volentieri pubblichiamo la sesta parte di "Visti da vicino", la storia politica bitontina degli ultimi anni.
"Il maggiore responsabile di tanto fu il neo Sindaco che dopo aver invano tentato di formare una giunta, convocò i segretari dei partiti politici ed affidò loro il compito di nominare otto assessori su dieci, riservando a sé la nomina degli altri due. Fu in quella occasione che iniziò la danza acrobatica delle bugie.
Infatti, mentre faceva la ruota del pavone disse a tutti che aveva da poco deciso di nominare suo Vice il dott. Damascelli. Era la prima delle innumerevoli bugie che avrebbero di lì a breve adornato la figura del primo cittadino. Infatti la nomina di Damascelli Vice Sindaco fu autorizzata a farla dai Carbonari in quanto il neo Pidellino aveva chiesto il vicariato come controprestazione per la rinuncia alla corsa solitaria.
Comunque alla richiesta i Carbonari fecero finta di essere stati colti di sorpresa per evitare al Sindaco una figura barbina con gli altri interlocutori. Nel mentre però il PDL contestò la richiesta di 2 assessori avanzato da Valla e senza mezzi termini disse che poteva averne solo uno da scegliere tra i papabili Fiore ed Antuofermo. Il Sindaco tentò una breve replica, ma ebbe subito una bacchettata sulle mani ed operò la scelta buttando giù dalla torre Fiore inviso al PDL.
La prima ingiustizia aveva avuto corpo anche se lo stesso Fiore non era immune da colpe, avendo tentato il volo del calabrone col Sindaco, suggerendo nomi ed incarichi non graditi alle altre forze politiche che non se lo fecero dire due volte per aiutarlo a cadere.
L’unico che avrebbe potuto opporsi perché favorito nella sua nomina era Damascelli, il quale però non mosse un dito neanche per grattarsi il naso.
Da quel momento tutto andò de plano secondo i tempi ed i modi della politica.
Qualche mugugno si ebbe per la nomina di Ragno, ma fu solo per un attimo. Il Sindaco provvide come un falco in picchiata a nominare il suo fido scudiero Pantaleo nella segreteria personale ed il comandante dei Vigili Urbani suo amico di lunga data, il tutto senza colpo ferire anzi con buona pace di tutti, ansiosi come erano di dare la prova d’arte.
Al momento della presentazione della squadra in Consiglio, venne fuori la rabbia di coloro i quali avevano perso le elezioni al punto che l’opposizione propose un ricorso al TAR per far dichiarare la ineleggibilità di Valla a Sindaco in quanto a loro dire ancora Prefetto. Il casus belli si chiuse con schiamazzi, grida e minacce al limite del farsesco.
La infondatezza del ricorso, riportò la calma mentre il ricorrente veniva condannato al pagamento delle spese processuali, peraltro mai corrisposte.
Con la formazione della Giunta nelle persone di Damascelli Sindaco Vicario, Labianca Vito ai Lavori Pubblici, Desantis all’urbanistica, Somma ai Servizi Sociali, Labianca Antonio alle Infrastrutture, Antuofermo al Bilancio, Ragno all’Ambiente e al Cimitero, Lisi all’Annona, Vacca ai grandi eventi, Giammarelli all’istruzione, si chiudeva la prima fase di carattere organizzativo ed iniziava la fase esecutiva.
I Carbonari si sciolsero ed i barbari si organizzavano alle frontiere come lupi famelici alla ricerca di facili prede. Erano stati eletti per la maggioranza giovani consiglieri senza arte né parte, raccattati alla menpeggio dalla strada dato che i migliori erano schierati con la minoranza. La maggioranza sembrava la famosa e proverbiale armata di Brancaleone da Norcia senza un minimo di dignità, di rispetto e di gratitudine. L’unica cosa che sapevano fare era di stare con il cappello in mano e se del caso a ricattare il povero Sindaco. Per la verità la famelicità fu alimentata anche dal primo cittadino, il quale piuttosto che prenderli a calci nel fondo schiena, dette corda a tutte le richieste.
Ma tra l’inesperienza, l’incuria e l’incapacità l’amministrazione si avvitava sempre più su se stessa.
Infatti…"
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