Stellacci: “I ragazzi non devono smettere di sognare”

Michele Cotugno Depalma

Ieri si è celebrata la Giornata del Gonfalone

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“Anche se il futuro è difficile, i ragazzi non devono smettere di sognare perchè i sogni rendono bella la vita”.
Con questo messaggio, carico di speranza e tanta allegria per i tanti giovani presenti, lo scienziato Francesco Stellacci ha concluso il suo intervento alla “Giornata del Gonfalone 2011”, in cui il 35enne genio bitontino è stato insignito di una targa del Comune di Bitonto come premio della sua “bitontinità” e per il merito di portare lustro al nome della città dell’ulivo al di fuori dei suoi confini.

Quest’anno è stato lui, allora, Francesco Stellacci, 35enne bitontino, figlio di Emanuele e Mina, già "Top 35 innovators under35", docente del MIT di Boston, attuale direttore del Centro Europeo di Nanomedicina e docente di scienze dei materiali al Politecnico di Losanna, ricevere gli allori e gli onori della Giornata del Gonfalone, la manifestazione (istituita nel marzo 2009 dal Consiglio Comunale, su proposta della IV Commissione Consiliare) che celebra la ricorrenza del 27 Maggio 1551, data nella quale la Città di Bitonto acquisiva definitivamente lo status di Città del Regio Demanio riscattandosi dal giogo feudale.

In ad una Sala degli Specchi gremita da storici, giovani studenti, assessori, consiglieri, professori, dirigenti scolastici, rappresentanti delle associazioni locali, le più importanti personalità politiche cittadine hanno dato il loro omaggio al giovane scienziato.

Il vicesindaco Domenico Damascelli, coetaneo di Stellacci e suo compagno di scuola materna, ha ringraziato il consigliere Michele Muschitiello per aver ideato la Giornata del Gonfalone ed ha sottolineato la carriera del giovane scienziato, “che deve essere da monito per tutti, ragazzi, politici e cittadini comuni”.
Il primo cittadino, Raffaele Valla, si è soffermato sulla settimana che si sta per concludere, “tra le più importanti dell’anno con la presentazione del libro sulla Battaglia di Bitonto, il corteo storico ed il Gonfalone”, elogiando quindi il talento ed il genio di Francesco Stellacci, “giusto mix di intelligenza e di eccellenza che ha preso dai suoi genitori”.

All’unisono gli interventi del senatore Giovanni Procacci e dell’assessore Elisabetta Tonon, secondo i quali “una comunità è tale anche se si riconosce nei propri figli che, seppur lontano, ne danno merito e grande valore” anche se, secondo l’asssessore alla Cultura, “bisognerebbe valorizzare anche chi resta anche se partire non è un male perchè spesso fa parte del percorso della vita”.

Se il consigliere Domenico Sannicandro si sofferma, invece, sullo stemma di Bitonto, Francesco Paolo Ricci (entrambi sono membri della IV Commissione Consiliare), facendo riferimento al 78enne che l’Università di Bari ha assunto di recente come proprio addetto stampa, sottolinea come “molto spesso la cultura non dà spazio e fiducia ai giovani e questo non darà mai crescita” e ricorda come il periodico mensile cittadino “da BITONTO”, già un anno fa (Maggio 2010), ha fatto conoscere le gesta e la carriera fulminante di Francesco Stellacci ai bitontini.

“In Italia non c’è fuga dei cervelli, c’è la cacciata dei cervelli
”, esordisce Francesco Stellacci che, riassumendo in pillole la sua incredibile carriera, ringrazia chi lo ha aiutato e chi gli ha dato fiducia: i suoi genitori, le sue due figlie, la moglie, i suoi primi insegnanti (lo storico Marco Vacca, il professor Cariello, la defunta prof.ssa Morea).

Individuando, poi, le due misure fondamentali per evitare l’allontanamento dei talenti, cercare di creare maggiori opportunità di lavoro per i giovani e di fare leva sulla volontà del cervello di tornare sempre a casa, Stellacci, nella sua relazione ai giovani studenti presenti (“Scienza e ricerca: una scelta di vita per i giovani") ha spiegato il significato del termine scienza (“linguaggio universale nato con l’uomo per descrivere quello che vede intorno”), scienziato (“uno che fa e che si fa tante domande, ed è molto curioso) ed ha elencato i quattro grandi problemi del mondo: povertà, energia, malattia, guerra.
Affida, infine, sempre ai giovani il suo messaggio finale: “I giovani devono avere sempre il coraggio di sognare e non devono mai arrendersi agli stereotipi ed al razzismo, i due elementi più sbagliati che esistano”.

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Commenti

  • ilvendicatore (utente non verificato)

    Un caro saluto a Francesco ed un augurio per la sua brillante carriera. Un caloroso abbraccio al padre Emanuele. Condivido pienamente le tue idee.