Una vergogna senza precedenti: 2 giornate di squalifica al “Città degli Ulivi”
Ecco le motivazioni che hanno portato a questa decisione
Un fulmine a ciel sereno scuote la Libertas Bitonto alla vigilia del match di andata della finale play off contro la Real Altamura.
Il giudice sportivo, chiamato a valutare settimanalmente squalifiche ed eventuali intemperanze in ogni campo della Puglia, in base alla relazione di uno dei tre commissari di campo giunti a Bitonto domenica scorsa per la gara con il San Severo, ha deciso di squalificare il “Città degli Ulivi” per due giornate e di infliggere 500 euro di multa alla Libertas Bitonto.
Sarebbe, questa, una decisione normale in un campo di calcio in cui s’è consumata una guerriglia.
L’anno scorso, quando qualche scalmanato dagli spalti lanciò una monetina sulla testa di un assistente, che portò alla squalifica di sei mesi del campo, nessuno osò proferire verbo proprio per la gravità conclamata della situazione.
Stavolta, no.
Alcune parole che fanno da corredo e giustificazione all’assurda decisione del giudice sportivo, nell’immediato ricorso che la società sta per presentare, potranno essere utilizzati proprio per ottenere l’assoluzione da qualsiasi accusa.
Cosa è successo. La squadra del San Severo portava nel proprio pullman tre elementi sconosciuti, non identificati, che non erano né dirigenti e né giocatori.
La squadra, arrivata al “Città degli Ulivi”, veniva scortata con tranquillità, accompagnata dal commissario di campo, negli spogliatoi, mentre i tre “sconosciuti” cominciavano a battibeccare con gli uomini del servizio di sicurezza predisposto dalla società Libertas Bitonto che si adoperavano per farli uscire dall’impianto “con toni veementi".
“Immediatamente dopo tali componenti della security colpivano i tre sostenitori del San Severo con calci, pugni e schiaffi ed uno di essi, colpito con un pugno al volto, subiva una copiosa perdita di sangue dalle labbra e dal naso – scrive il giudice sportivo -. Tale rissa continuava all’esterno dell’impianto fino a quando i tre aggrediti risalivano sul pullman non facendo più ritorno nell’impianto di gioco”.
Quelle persone sconosciute, non identificate, se all’inizio erano tali, nel giro di quattro righe sono diventati “sostenitori del San Severo”. E se fossero stati terroristi? Se fossero stati armati fino ai denti? Chi può dire che non erano infiltrati di qualche altra tifoseria?
Chi fa presupporre che siano semplici tifosi tre persone che “nessuno” su quel pullman aveva identificato?
E non è compito di un commissario di campo, che solitamente accompagna la squadra ospite a volte anche in pullman, accertarsi di chi viaggia insieme ai giocatori ed ai dirigenti?
Perché non chiedere loro i documenti così come si fa anche con i giornalisti nei pressi degli spogliatoi anche nel post partita?
Come si può dare una pena del genere se anche il San Severo viene multato per aver portato 3 persone sconosciute in pullman?
Nella sentenza c’è spazio anche per i tifosi della Libertas, colpevoli di aver acceso fumogeni – utili alla coreografia ed incollati alla ringhiera degli spalti – e di aver lanciato alcune ciliegie (!) all’indirizzo della squadra ospite.
E certamente non può essere questa la motivazione della squalifica del campo perchè ben più grave questa settimana, ad esempio, è stato il comportamento dei tifosi del Canosa, che ha ricevuto solo 500 euro di multa.
Per tutte queste vicende, quindi, due turni di squalifica del campo e, di conseguenza, finale di ritorno a campo neutro e a porte chiuse.
L’ennesimo schiaffo alla città di Bitonto è dunque servito.
Serve però una reazione compatta, immediata da parte di tutta la città a sostegno del sodalizio del Presidente De Lucci, perché davvero non è possibile subire una decisione del genere alla vigilia della partita più importante dell’anno.
La verità, la ragione deve vincere davvero questa volta.
Questa macchia che colpisce in maniera davvero sproporzionata ed immeritata la Libertas Bitonto, società che si è sempre contraddistinta per la correttezza e la lealtà sul campo e fuori, deve essere cancellata prima della gara di ritorno per dare un segnale di giustizia e credibilità.
Sempre se si voglia considerare ancora il calcio dilettantistico come uno sport credibile.
Pasquale Scivittaro
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