Si moltiplicano anche a Bitonto le iniziative di sensibilizzazione per il Referendum
Nonostante il silenzio assordante delle istituzioni che l’accompagna
Un fatto è incontestabile. Chi per un motivo, chi per un altro, siamo tutti con l’acqua alla gola.
Forse è per questo motivo che i nostri politici hanno deciso di darci il colpo di grazia privatizzando proprio l’acqua.
Così, in un’assurda caccia al tesoro con le regole invertite rispetto alle consuetudini infantili, quando si grida "acqua, acqua", si è sin troppo vicini all’oggetto desiderato.
Da un mese e passa associazioni e partiti politici – almeno i più sensibili – hanno aprontato presidi quasi permanenti per sensibilizzare la cittadinanza agli argomenti del Referendum.
Ecco, se c’è un lato (molto) positivo nella marcia d’avvicinamento all’appuntamento con le urne del 12 e 13 giugno prossimi è proprio questo: il trionfo della parola come strumento principe del confronto.
E non quella calata dall’alto come profetica verità, ma quella che alimenta il dialogo, magari guardandosi negli occhi.
Probabilmente, il Referendum fa paura soprattutto per questo, perchè l’uomo torna a vivere piazze e strade come si faceva una volta e, nel parlare con chi ha un volantino da consegnare, si fa un’opinione, quando addirittura non sente risvegliarsi una coscienza civica ormai sopita da decenni di rassegnazione, scaturita da una gestione della cosa pubblica delegata sin troppo ai partiti dediti al particulare neppur tanto guicciardiniano piuttosto che al bene comune.
Ci chiediamo, en passant: era forse un micco il Poverello d’Assisi quando scriveva al suo Principale: "Laudato si’, mi’ Signore, per sor Aqua,/ la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta"?
E allora su via Matteotti, di fronte alla Chiesa di Sant’Egidio Ornella e la sua chioma infuocata e Teresa ed i suoi occhialini pensosi e Nicola N. col suo sorriso che non si fa vincere dalle avversità della vita e altri compagni stanno facendo preziosa opera di divulgazione circa i quesiti referendari.
Nicola A., dal canto suo, presso il Ghibly Caffè, non perde occasione per dar vita a serata aventi per tema proprio l’acqua ed il rischio serio di privatizzazione, che, a mio modesto parere, avrebbe come primo effetto immediato sulla popolazione lo spalancarsi di ulteriori, carsiche sacche i povertà.
E Nicola V., che della libertà delle idee è sincero sostenitore, che si tuffa in ogni discussione per far capire.
Su piazza Padre Pio altri gazebo illustrano le diverse problematiche legate alla consultazione – abbiamo visto, per esempio, Marilena, che è sempre in prima linea quando si tratta di lottare.
Ora, la situazione dev’essere davvero pericolosa se i padroni del vapore si stanno affannando a mettere la sordina a qualsiasi voce, persino censurando programmi sulla tv di Stato.
E, dunque, questo silenzio assordante delle istituzioni cozza tremendo col vocio intenso e appassionato di tante donne e tanti uomini che si battono per un sentire più giusto.
Tra l’altro, la moratoria sul nucleare è un pilatesco prender tempo in attesa di crocifiggere gli italiani.
Pare che, addirittura, si voglia intervenire similmente anche sull’acqua, per infiacchire l’eventuale esito delle urne.
Per il resto, i quesiti li potete leggere qui (http://www.greenstyle.it/referendum-12-13-giugno-su-acqua-e-nucleare-i-testi-dei-quesiti-2429.html) e occhio al terzo perchè potrete abbioccarvi.
Voi lettori, comunque, fermatevi e ascoltate quel che hanno da dire questi vostri preoccupati concittadini (e chiedo venia sin d’ora a chi non ho summenzionato per mera mia vecchiezza memoriale).
Se volete, confutate pure quel che accorati vi suggeriranno, confrontarvi vi avrà fatto sempre bene.
Loro, in fondo, vi vorranno solo dire che ci stanno scippando (con tanto di richiesta di riscatto) la Natura in nome del solito Idolo Soldomilionemiliardo…
Mario Sicolo
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