Il dolore della famiglia di Bruno. In viaggio verso Modena per riconoscere il ragazzo
Centinaia di amici e conoscenti in visita a casa. Bitonto stringe in un abbraccio ideale la famiglia Schiraldi
Un dolore assurdo.
Sono state le ventiquattr’ore più dilanianti della loro vita, quelle appena trascorse, per papà e mamma Schiraldi, per Gaetano e la sorellina.
Con un baratro senza luce crudelmente scavato dentro il cuore e neppure il corpo d’un figlio, d’un fratello – il venticinquenne Bruno, morto tragicamente sull’A1 nei pressi di Modena, sabato sera – da piangere con lacrime che sanno di sangue.
Sabato sera, appena è giunta la notizia squassante, il cielo s’è fatto pieno di terribilità. E il marciapiede sotto casa, in via Fornelli, a qualche metro dall’incrocio con via Ammiraglio Vacca, è diventato un piccolo grande tempio di sofferenza, presso il quale si recavano in frotte conoscenti e amici affranti.
Ragazzi e ragazze camminavano avanti e indietro e avevano negli occhi il nulla della disperazione.
Ogni poco, si abbracciavano con la forza di chi non ha più forza per credere che ci sia giustizia su questa terra.
Perchè è atroce davvero essere lì e non poter neppure carezzare dolcemente Bruno, sfiorarlo con dita tremanti d’emozione e nostalgia, per dirgli quanto gli volevano bene, e cercare di trattenerlo ancora un altro po’ quaggiù.
Umana, schiantante illusione…
Qualche amico grida che è ingiusta una fine così, che Bruno era stato licenziato da qualche mese e che, per pagare le rate dell’auto nuova, era riuscito a trovare una nuova occupazione ed era disposto a farsi in quattro, tanto in famiglia era stato educato al culto del lavoro.
Poi dicono che i giovani meridionali non vogliono sapere di sacrificarsi, che baggianata incredibile…
Qualcun altro vorrebbe che venisse dichiarato il lutto cittadino perchè sì, Bruno era lì, di ritorno da una missione a Milano, ed è morto sul lavoro. La chiamano morte bianca, ma una cosa così è nerissima.
La rabbia si mescola al dolore e lacera ancora di più l’anima degli amici increduli.
Frattanto, la famiglia è in viaggio per Modena per il riconoscimento della salma del ragazzo.
E’ un calvario senza fine per loro, questa storia.
Che Iddio possa guidarli almeno in questo dolente cammino dentro il loro cuore spaccato…
Mario Sicolo
N.B. Foto tratta dal web
Commenti
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R.i.p. Bruno” il signore Vegli sulla tua Famiglia.







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