Referendum del 12 e 13 giugno. Nasce il Comitato per i Si
Sensibilizzazione e informazione per le strade cittadine saranno i suoi scopi
Manca solo un mese al referendum del 12 e del 13 giugno, quando gli italiani saranno chiamati ad esprimere il proprio parere sull’abrogazione delle norme per la privatizzazione della gestione dei servizi idrici, per l’installazione di centrali nucleari e per il legittimo impedimento.
Un appuntamento forse ai più ancora ignoto, data la scarsa pubblicizzazione dedicata dai media. E’ proprio per ovviare alla carenza di informazioni che si è costituito ieri a Bitonto il “Comitato per i Si”, il cui compito sarà la sensibilizzazione sui temi oggetto di quesito referendario.
“Da sabato prossimo, fino al 10 giugno – promettono i promotori – saremo nelle piazze e per le strade, distribuendo volantini e parlando direttamente con la gente, per far conoscere a tutti quello che il governo ci sta nascondendo”.
“L’acqua non può essere privatizzata – ribadisce Vincenzo Daspro, membro del comitato – Non si può fare profitto su un bene che spetta di diritto ad ogni uomo. La privatizzazione, inoltre, non comporta necessariamente servizi migliori a costi inferiori, perché il privato pensa principalmente al guadagno, e non ai bisogni della collettività”.
Il comitato promette anche di far conoscere alla gente “i pericoli del nucleare, per la salute umana e per l’ambiente”.
Stessa avversità, per la legge sul legittimo impedimento. ”La legge deve essere uguale per tutti – continua Daspro – Non vogliamo che gente con pendenze penali a carico, continui a fare i propri comodi”.
“La nostra è principalmente una battaglia culturale, con il fine ultimo di sensibilizzare la cittadinanza al risparmio idrico ed energetico, e all’importanza di utilizzare le fonti di energia rinnovabili”, concludono i membri del comitato, annunciando di portare avanti la “battaglia” anche nel caso di mancato raggiungimento del quorum.
Michele Cotugno
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Strisce blu e pass disabili, a Bitonto il sospetto degli abusi per non pagare