Camporosso (Imperia). Contro la crisi, la giunta s’azzera lo stipendio. E se lo facessero a Bitonto?
Bel segnale in un momento difficile per la nostra nazione (e non solo)
Loro lo hanno fatto.
E senza giri di parole o dichiarazioni di facciata per fare bella figura e, poi, magari lasciare di nascosto inalterate le cose.
Camporosso, provincia di Imperia, Liguria affascinante e a suo modo molto simile alla nostra campagna: terreno color tabacco e ulivi argentei solo un po’ meno malinconici dei nostri.
Terra aspra, ma sincera.
Dunque, Tiziana Civardi, prima cittadina del piccolo centro, ha deciso di tirare la cinghia sul serio, meglio: di svuotare per bene i portafogli suo e dei suoi assessori.
Col doppio risultato di lanciare un messaggio provocatorio ai governanti capitolini, che non sanno fare altro che tagliare, e di esprimere concreta solidarietà al resto della popolazione locale, evidentemente in affanno come tante, di queti tempi.
Rifuggendo, per di più, al rischio di qualunquismo, chè non è da persona qualunque prendere una decisione del genere, sì fortemente simbolica.
Ora, siamo a Palazzo Gentile.
Si soffre (eccome) del cosiddetto Patto di Stabilità, che dovrebbe essere definito "di Avarizia", perchè ti costringe a fare degli sforzi immani per rispettare parametri economici, che sai già non riuscirai mai ad ossequiare, date le tante e notevoli spese da affrontare.
Così, una volta oltrepassati i limiti imposti, addio ai supporti economici che dovevano arrivare dal governo centrale e buonanotte ai suonatori (di marcia funebre).
Tant’è che la formula di saluto dei nostri amministratori pare essere diventata la seguente: "Buongiorno, non ci sono soldi" e segue sorriso che vorrebbe essere di cortesia e, invece, suona turlupinatorio.
In realtà, molti dei questuanti briciole per sbarcare il lunario hanno sempre la sensazione che qualcun altro – i soliti, privilegiati figli, nipoti e amici degli amici – se la spassi ugualmente con i soldi del Comune, ovvero paradossalmente pure di chi è andato a cercarvi spiccioli per sopravvivere.
Allora, non potrebbe esserci esempio migliore di condivisione delle ristrettezze attuali che un azzeramento o, almeno, un decremento sensibile del salario mensile del sindaco e dei suoi collaboratori, atteso il fatto che trattasi di uomini che esercitano un’altra professione.
Una volta ridimensionato il compenso mensile, la cittadinanza li guarderebbe con occhio più misericorde e, se non altro, si farebbe una ragione se qualcuno di loro, magari, s’è assopito da tanto sulla cadrega, sicuro del possesso…
Mario Sicolo
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Meditate gente!







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