Ora, i cinesi si mettono pure a “rubare” il mestiere ai nostri topini…

Mario Sicolo

L’incredibile storia d’un rapinatore ed estortore orientale

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La rovina della nostra economia sono i cinesi.
Alzi la mano chi, almeno una volta, non ha pensato una frase del genere.
Chi non la leverà, potrà ben dire d’averla sentita pronunciare da altri.

Una scena che, magari, può essersi ripetuta proprio in questi giorni, mentre in pieno centro, su Piazza Marconi, andava sorgendo un nuovo supermercato d’origine orientale.
Un bazar pieno di tutto che ti lascia sempre interdetto dinanzi a prodotti che, sì, somigliano ai nostri, sarebbero proprio identici se non mancasse uno sbuffo lì, una stringhetta là. Ma, poi, quando butti l’occhio sul prezzo, ogni esitazione dilegua e lo acquisti.

Così, loro, i cinesi – un popolo sparso in mille popoli per il mondo, tutti uguali come le cose che producono, chiome nerissime ad ombrello, occhi a mandorla e bimbi bellissimi, prossimi lavoratori anche notturni – pian piano sono ovunque.
Padroni di questo tutto sempre un po’ scadente, eppure tanto allettante.
Mentre gli italiani, i bitontini serrano negozi e laboratori tessili e, quando va bene, aprono bar tanti, tremando all’idea che comincino gli ospiti d’Oriente ad armeggiar pure loro fra cappuccini e cornetti. 

Come difendersi nessun lo sa.
Ricordo persino Massimo Baffino D’Alema, che dal pulpito bitontino suggeriva un sano, trapattoniano contropiede, esortando gli imprenditori italiano a recarsi laggiù a vendere le nostre preziose creazioni. 
Qualcuno ci ha provato, non crediamo con successo.
Non sono così aperti come si pensa.

Sono gli effetti neppur tanto collaterali del loro socialismo fantasioso, diretta propaggine della "fantasia al potere" di maoista memoria.

Allora, questi omini fatti in serie piovono qui, si mettono a vendere accendini e cianciafruscole luminose e rumorose, mettono da parte spiccioli importanti e, improvvisamente, diventano imprenditori.
Con tutta probabilità, avranno spiato con attenzione le nostre attività, copiandole quasi (fondamentale il "quasi", altrimenti costerebbero quanto le nostre) pedissequamente.

Ora, se un cinese si ritrova in Puglia, avrà subito a che fare col settore produttivo maggiore della nostrana economia: la delinquenza.
Così, è capitato l’incredibile. Quando la realtà supera (di gran lunga) la fantasia.
Un uomo piombato qui dalla Cina con furore, è diventato in men che non si dica rapinatore ed estortore.

Ecco la storia.
Ha preteso 150 mila euro per restituire un carico rapinato ad un autotrasportatore e per questo e’ finito in manette.
Si tratta del 26enne cinese Wu Rongli (solito codice fiscale al posto del nome, con accenno di sito internet), regolare sul territorio nazionale e già noto alle forze dell’ordine. 
I Carabinieri della Stazione di Bitetto lo hanno arrestato con l’accusa di tentata estorsione.

All’alba del 27 aprile scorso, a Bitonto, un autotrasportatore andriese 59enne, mentre percorreva la S.P. 231 a bordo di un autoarticolato contenente numerosi capi di abbigliamento, venne bloccato e rapinato del tir da quattro individui a volto coperto e armati di fucile sopraggiunti a bordo di due auto. Il conducente del camion, imbavagliato e incappucciato, venne costretto a salire su un veicolo dei banditi che lo rilasciarono poco dopo a Bitetto, mentre il rimorchio e la motrice vennero rinvenuti, senza il carico, a Modugno e a Palo del Colle.

Alla rapina seguirono poi alcune telefonate estorsive fatte da un cittadino cinese ad una connazionale, responsabile della merce rapinata appartenente ad una ditta di spedizioni e ad un commerciante parente della stessa, nelle quali l’anonimo interlocutore pretendeva 150 mila euro per la restituzione di tutta la merce consistente in 499 colli e pacchi sigillati.

Le vittime si sono rivolte ai carabinieri che, a seguito dell’ennesima telefonata effettuata dall’estorsore ad una delle vittima nella quale concordavano un appuntamento per lo scambio denaro – refurtiva si sono presentati in borghese.

Alle 19.00 circa infatti i carabinieri sono intervenuti presso l’autoparco di Bitetto dove hanno sorpreso il 26enne straniero, in compagnia di un complice riuscito a dileguarsi, che stava mostrando al commerciante l’intero carico riposto in un deposito.

Bloccato dai carabinieri e accertate le responsabilita’ a suo carico, lo straniero è stato arrestato ed associato presso la casa circondariale di Bari mentre la refurtiva è stata interamente restituita all’avente diritto.

Per fortuna, astuzia e intelligenza non si possono copiare…

Mario Sicolo

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Commenti

  • Singstar (utente non verificato)

    La verità è che dovremmo cacciare a calci in c… tutti gli stranieri che arrivano qui da noi che con la loro lacrimuccia (U LAGN REND…) facendosi prima ospitare per poi creare disturbi di natura sociale di tutti i tipi… (mi auguro che la redazione inserisca questo mio commento (che ripropongo per la seconda volta)anche se forse si scontra con la sua chiara coscienza politica del tutto sinistroide e contraria alla mia.)