Ospedale, un altro documento dal consiglio comunale

Michele Cotugno Depalma

Azioni legali da parte del Comune se i patti non vengono rispettati

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Lo avevamo previsto ed annunciato.
Ed in effetti cosi è stato.
Tre ore di nulla (o quasi), interventi scontati e sulla stessa prevedibile lunghezza d’onda, clima soporifero, ed alla fine, il solito documento da sbattere in faccia a Vendola e company.

Ecco, in pillole, la massima assise comunale di ieri, convocato d’urgenza (per volontà di alcuni consiglieri di opposizione) per parlare di sanità e di ospedale, o meglio di ciò che resta.
Dopo i saluti istituzionali del presidente Tarantino, è il primo cittadino Raffaele Valla a ricordare, a chi ancora non lo sapesse, che “effettivamente il nostro nosocomio sta chiudendo i battenti e siamo qui stasera per redigere un documento comune da utilizzare per difenderci nelle sedi competenti”, ricordando a riguardo il suo già avviato ricorso al Tar sulla delibera regionale.

“Da ottobre a questa parte ci siamo interessati alla sorte dell’ospedale– sentenzia Rosalba Cassano, presidente della Consulta del Volontariato- ma da Gennaio in poi stiamo prendendo parte a tutti i tavoli di concertazione rendendoci conto di come l’assessore regionale Fiore ci aveva promesso alcuni servizi ospedalieri ed invece ci sta soltanto depauperando e prendendo in giro, togliendoci persino il collegamento privilegiato con il San Paolo”.
La Cassano, poi, rivela come la delibera regionale del 15 Aprile scorso declassifica l’ospedale di Bitonto da ospedale ad ambulatorio distrettuale, annunciando perciò il suo ricorso al Consiglio di Stato. 

Marilena Ciocia, presidente dell’associazione “Più Valore”, si concentra su tre aspetti fondamentali: la necessità di profondi interventi strutturali, “dai quali non si può assolutamente prescindere”, la realizzazione di processi gestionali delle ASL caratterizzati da linee guida coordinate tra loro,  interventi seri e di ampio respiro nell’intero settore della sanità.
La presidente Ciocia  auspica che venga poi costituita una cabina di regia cittadina che segua l’intero percorso procedurale.

A seguire, poi, il valzer di interventi dei consiglieri comunali.
Per Franco Scauro (Partito Socialista), “Bitonto non può essere più trattata alla pari di un Pronto Soccorso balneare e ben venga una struttura che faccia da collegamento tra il territorio e l’ospedale vero e proprio”, sottolineando poi “come la nostra proposta va nella direzione del contenimento della spesa sanitaria e delle riduzioni delle liste d’attesa”.
Secondo Saverio Martucci (Udc), invece, “è necessario andare tutti a casa ed il sindaco ha le sue evidenti responsabilità perchè da pifferaio magico si è trasformato in novello Napoleone”.

Marcello Formisano (Pdl) propone addirittura di inviare una missiva al Presidente della Repubblica se “dovessimo renderci tutti quanti conto che la situazione presente a Bitonto non sia legale e assolutamente insostenibile”.
D’accordo anche Luigi Perrini, capogruppo Pdl, che aggiunge anche la necessità di informare in modo esaustivo la magistratura penale sull’intera vicenda.

Di “omicidio sanitario” parla invece Franco Illuzzi (Gruppo Misto), che vede positivamente il documento ma ammonisce comunque “di non ringraziare mai quelle persone che ci stanno scippando il nostro nosocomio”.
Il capogruppo Pd, Giovanni Rossiello, sostiene invece la “assoluta necessità di non spostarci di un millimetro dal nostro documento e restare sempre legati a quella posizione”, mentre Franco Natilla (Riformisti) auspica “un percorso politico che deve mettersi in moto, percorso che ci deve far interloquire con la gente competente e non con i tecnici o gente asservita al potere”, proponendo poi tutte le iniziative possibili se la Regione Puglia non attuerà con i fatti, entro 10-15 giorni, il documento condiviso dall’aula.

E cosi, dopo gli interventi di Masciale (Pd), Incantalupo (Laboratorio) e Tassari (Fli), si arriva alla votazione (all’unanimità) del documento, in pratica per lunghi tratti lo stesso presentato da Scauro il 10 Gennaio scorso all’incontro con Pansini più qualche piccola novità, e con l’aut -aut alla Regione di mantenere l’impegno entro il 10 Maggio, pena azioni legali da parte del Comune di Bitonto.
La chiusura è animata dalla polemica del primo cittadino, che minaccia seriamente di non partecipare all’incontro di venerdì alla conferenza dei sindaci ASL di Bari, “per evitare di sentire le solite promesse che poi puntualmente non si mantengono”.

Michele Cotugno Depalma

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Commenti

  • rimba (utente non verificato)

    Un cittadino di Palo del Colle o di Bitonto vale di più di un cittadino di Brindisi di Montagna (lucania) o di Caramanico Terme (Abruzzo)o di Semprognano (Toscana)? Voglio dire se “la legge è uguale per tutti” e tutti pagano le tasse per avere la stessa assistenza sanitariara allora tutti hanno diritto ad avere un ospedale!!! Tanti ospedali per ogni paese d’Italia! Siasmo veramente Berlusconiani: basta che mi sistemo io e gli altri si arrangino! Vogliamo i paesi puliti e rifiutiamo le discariche, gl’inceneritori; volgliamo la corrente eletrica ma non vogliamo le centrali elettriche a carbone; vogliamo i gas ma non vogliamo i gassificatori….vogliamo tutti gli agi possibili e non vogliamo… pagarli! Per tornare al nostro nosocomio, i giochi sono ormai fatti…ci dovevamo muovere a tempo opportuno. Ora ritengo, mio malgrado, che sia troppo tardi!