L’Omnia è salva. Lo sport pure…
A Giovinazzo, una doppietta del solito Antonello Orlino regala la salvezza ai biancoblu
Un articolo del sottoscritto datato 24 febbraio 2011 s’intitolava: “A Modugno l’Omnia perde, lo sport muore”. In quell’occasione, i bitontini persero 4 a 1 in casa di un Real Modugno tanto forte sul campo quanto intimidatorio fuori, per la serie o rinunci ai tre punti o rinunci alla tua integrità fisica, per dirla con una civiltà lessicale che, nella realtà dei fatti, non può esistere.
La partita “vera” durò giusto un tempo e nel corso della ripresa i (padri) padroni di casa marciarono trionfanti sulle macerie mentali dei poveri ragazzi allenati da Raffaele De Leo.
In risposta ai vecchi fattacci di Modugno, domenica 3 aprile è andato in scena Il miracolo del ‘De Pergola’. Della sportività, s’intende.
Terz’ultima di campionato, ai locali del Football Club Giovinazzo serve assolutamente la posta piena per evitare i playout, mentre all’Omnia Bitonto basterebbe conoscere l’andamento della partita Lupatia Santeramo – Atletico Andria 2008 per decidere se e come giocarsela contro i giovinazzesi; infatti, per il raggiungimento della matematica salvezza, sarebbero necessari i tre punti solo in caso di concomitante vittoria dei santermani.
Al “De Pergola”, il secondo tempo inizia con il Football Club in vantaggio per una rete a zero mentre il Santeramo è addirittura sotto di tre gol tra le mura amiche.
Dunque, perché provare a ribaltare un risultato in proprio favore se l’obiettivo supremo è praticamente raggiunto? Per fare un antipatico dispetto ai bisognosi avversari di turno o un simpatico omaggio ad altre compagini impegnate altrove? No, nient’affatto.
L’Omnia vincerà 1 a 2 in rimonta giocando una grande ripresa perché onorare al meglio ogni partita è un dovere morale, non un diritto acquisito da sfruttare o meno a seconda del momento.
Qualunque pratica sportiva è fatta di gesti atletici ed umani, quindi di atleti e – soprattutto – di Uomini. Per fregiarsi di entrambe le doti, però, durante una competizione agonistica non si deve perdere mai il lume della ragione rappresentato dell’etica sportiva.
L’Omnia vince e festeggia in casa altrui la strameritata permanenza nella categoria, i padroni di casa, seppur amareggiati e nervosi per la grave debacle interna, non scagliano le loro frustrazioni sui felici dirimpettai. Nessuna minaccia, nessuna scorrettezza gratuita, nessuna follia. Niente tensioni pericolose, né in campo né sugli spalti. Complimenti a tutti.
La partita a pallone, ad essere onesti, non è stata trascendentale. Tanta fisicità, poche parate, imprecisioni frequenti. D’altronde si parla dei bassifondi della seconda categoria pugliese, mica di Barça – Real.
I primi quarantacinque minuti raccontano di un’Omnia schierata un under per ogni reparto: dalla porta all’attacco, Vitucci, D’Aucelli, De Palma e Vitariello. Di una panchina di lusso composta, tra gli altri, dai fratelli Schiavino, Antonello Orlino ed il principito Lovero.
Di un clamoroso gol sbagliato da Vitariello dopo pochissimi giri di lancetta e di una rarità assoluta: l’errore in uscita bassa di Vitucci che costa lo svantaggio ai nostri.
Dopo l’intervallo, mister De Leo cambia le carte in tavola. Passano appena 120 secondi e i fatti gli danno già ragione.
Il neoentrato Orlino prima serve a Vitariello un assist d’oro, non tradotto in gol dal giovane attaccante anche per bravura dell’estremo difensore di casa, poi sigla il suo settimo sigillo stagionale con una beffarda conclusione da fuori, stavolta con la partecipazione decisiva dello sfortunato portiere avversario.
Vitucci, nel frattempo, si fa perdonare (qualora ce ne fosse stato il bisogno!?) per il gollonzo subito in precedenza esibendosi in due grandi interventi tra il 55’ e il 75’; con una deviazione plastica a sventare una potente punizione e con un’uscita provvidenziale a stoppare l’attaccante biancoverde in azione di sfondamento.
A pochi minuti dalla fine, “mister 3 punti” Orlino sale sull’otto-volante…
Con i locali tutti sbilanciati in avanti alla ricerca del 2 a 1, l’altro subentrato a cinque stelle Michele Schiavino lancia il killer delle aree di rigore biancoblu nelle desolate praterie giovinazzesi e nella storia del club di casa nostra.
Ottava marcatura personale facile facile per Antonello – 16 i punti, sui 28 totali, prodotti in campionato dai suoi gol – riconquista in un sol colpo dello scettro sia di capocannoniere stagionale sia assoluto dell’Omnia e dedica, doverosa, all’iperaltruista Schiavino.
In attesa del temuto pagellone di fine anno agonistico, almeno calciatori e allenatore possono tirare anzitempo il tanto sofferto sospiro di sollievo chiamato salvezza.
Promozione anticipata per tutti, c’è da scommetterci, e senza la scocciatura di “debiti” da risanare.
Giuseppe Urbano
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