La necessità di una differenziata consapevole
Imballaggi, gli obiettivi dell’accordo Anci-Conai
“Se adempiamo i nostri doveri, non dovremo andare lontano a cercare i diritti”. Lo diceva il Mahatma Gandhi.
Ed è proprio vero: la nostra vita sociale è fatta di diritti, tanti, che però presuppongono (o dovrebbero supporre) alla base dei doveri, altrettanto sacrosanti.
Lo ricordò alla sua maniera anche un padre della nazione italiana, Giuseppe Mazzini, nella sua opera significativamente intitolata “I doveri dell’uomo”.
Il diritto di godere di un ambiente pulito, ad esempio, presuppone dei doveri. Doveri civili, sociali, culturali.
Pensiamo alla raccolta differenziata, una strada ormai irrinunciabile e imposta dai notevoli problemi ecologici del nostro tempo.
Ma innanzitutto un dovere civico e sociale insieme, se è vero che la necessaria difesa ambientale, compiuta attraverso la differenziata, porta poi anche al conseguente risparmio delle materie prime.
Il sistema differenziato di raccolta dei rifiuti solidi urbani (Rsu) responsabilizza il cittadino, basato com’è sulla selezione che le famiglie operano sulle varie tipologie di rifiuti.
Una selezione che va fatta con coscienza e consapevolezza, data la grande varietà dei materiali e delle sostanze. Ma indubbiamente un grande passo in avanti qualitativo, rispetto al vecchio (ma in certe realtà purtroppo nemmeno tanto) sistema di smaltimento, per decenni e decenni effettuato presso grandi discariche vicine alle città, con disagi e problemi facilmente immaginabili.
Per contribuire al successo della differenziata, fondamentale, oltre alla selezione che vede direttamente impegnato il cittadino, è una seria e rigorosa politica ambientale da parte delle istituzioni amministrative e politiche.
Sul tema, per fare un esempio, della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio, essenziale è la collaborazione tra gli enti preposti.
Quello del recupero e riciclo dei rifiuti d’imballaggio è, infatti, uno dei più complessi e articolati aspetti inerenti la differenziata.
Le disposizioni normative obbligano i produttori e gli utilizzatori degli imballaggi ad organizzarsi in consorzi con l’incarico recuperare gli imballaggi dopo il loro uso.
Nascono così consorzi come il Conai (Consorzio nazionale imballaggi), formato da produttori e utilizzatori di imballaggi (1.400.000 aziende iscritte, una delle più grandi realtà consortili in Europa), che opera sulla scia della legislazione europea e italiana (Decreto Ronchi, ora Dlgs. 152/06).
È stato proprio questo decreto a delegare al Conai il passaggio da un sistema di gestione basato sulla semplice discarica a un sistema “integrato di gestione” basato sul recupero e sul riciclo dei rifiuti di imballaggio.
Il principio alla base di tutte le attività del Conai è quello della cosiddetta “responsabilità condivisa” (torna il tema della responsabilità e dei doveri) del mondo delle imprese nei confronti dell’ambiente.
Un principio che ha visto l’Italia in prima fila anche in Europa.
Un nuovo modo di pensare che finalmente ha messo al centro la questione ambientale, nel momento della produzione e del consumo.
L’azienda, insomma, dà vita ad una nuova “responsabilità sul prodotto”, nell’uso e nello smaltimento.
“A tal fine –leggiamo sul sito ufficiale del Conai- i consorzi stipulano convenzioni, a livello locale, con i comuni e le società di gestione dei servizi di raccolta differenziata, per il ritiro e la valorizzazione degli imballaggi usati conferiti dai cittadini”.
A regolamentare il tutto ci pensa l’accordo quadro Anci-Conai, firmato il 23 dicembre 2008 e valido (per cinque anni) dal 1 gennaio 2009, volto anzitutto a “dare certezze e continuità allo sviluppo della raccolta differenziata in Italia”. Secondo l’accordo, ai comuni che sottoscrivono le convenzioni è riconosciuto e garantito un corrispettivo economico in funzione della quantità e della qualità dei rifiuti urbani raccolti.
Altro obiettivo nazionale è incoraggiare la differenziata degli imballaggi nelle aree in ritardo, cercando di allinearle alle regioni più virtuose.
Una sintonia tra enti, quella tra Anci e Conai, assolutamente doverosa e fondamentale vista la posta in palio: la creazione di una buona differenziata in senso qualitativo.
Il rifiuto riciclabile: è questo, in sintesi, come ben si sa, il principio alla base della differenziata. Principio per la cui tutela si muovono insieme Anci e Conai per quanto concerne gli imballaggi.
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