Processo per il parcheggio di piazza Moro, parla Gino Ancona
Il difensore civico in pectore è molto amareggiato per quanto accaduto
Forse, il processo che vede imputato Gino Ancona per i famosi fatti avvenuti durante i giorni infuocati del cantiere di piazza Aldo Moro, è davvero un “pesce d’Aprile”.
Un brutto scherzo, ecco.
Aver evitato che il cuore della città diventasse una grigia autorimessa non può costare cinquanta euro (a tanto è stato condannato il nostro battagliero concittadino) e la taccia d’arruffapopolo.
Domani, tornerà in tribunale insieme all’architetto Emanuele Pastoressa.
“Questa montatura di basso profilo mi offende profondamente, come ho già dichiarato più volte. Perché provare di tentare di ridurmi al silenzio con accuse infondate per destituire di valore tutto quello che mi è toccato fare in quei dì per il bene collettivo mi sembra molto stupido e la stupidità mi offende”, ruggisce il difensore civico in pectore.
“Tutto questo è artificioso – rincara la dose – a fronte del mio impegno continuo di decine di migliaia di volantini da me scritti, stampati e distribuiti, da interviste da me rilasciate, di comizi e interventi in sedi pubbliche. È incredibile come di tutto questo si perda traccia e dimostrino di avere memoria solo delle loro fantasie. Eppoi quel che chiamano notizie false da me divulgate io le ho documentate in maniera estremamente precisa alla magistratura ed ai suoi diversi livelli, ma evidentemente chi mi accusa è in difficoltà proprio per questo”.
La disamina si fa ancora più incalzante: “Qui a Bitonto abbiamo avuto le forze dell’ordine impegnatissime nel difendere il progetto parcheggio interrato, quando, a mio avviso, avrebbero dovuto vigilare loro sul rispetto dell’interesse pubblico e delle normative di legge a tutela dei nostri centri storici”.
”Il 21 marzo scorso, tra l’altro – s’inorgoglisce Ancona –, presso la Sala degli Specchi abbiamo ribadito quel che abbiamo sempre sostenuto sulla questione parcheggio e ha fatto piacere a me e ai cittadini presenti il riconoscimento da parte del sindaco Valla dell’importanza del mio impegno in difesa della nostra città e per avere salvato la nostra piazza”.
Infine, una considerazione fra realtà e utopia: “Quel che più mi amareggia è che in una città di 60 mila abitanti è toccato a me difendere quel che è il bene di tutti. E viceversa mi farebbe piacere veder nascere un organismo che consenta la partecipazione di tutte le fasce sociali, una sorta di Assemblea Cittadina Permamente, dove il bene collettivo e il bene individuali siano uniti in una dimensione economica e civica e non ci sia più spazio per operazioni speculative che offendono la nostra dignità”.
Mario Sicolo
Commenti
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domani tutti in aula
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L’epilogo odierno è stato favorevole ai due cittadini, assolti dalla accusa, per non aver commesso alcun reato ascrivibile al mancato rispetto del cpp n° 656.
Una bella vittoria, sottolineata senza indugio alcuno dal PM e dal Giudice.
La difesa si dice fiera di aver difeso i due nobili cittadini che hanno sostenuto questa battaglia di civiltà senza che ne potessero trarre dei benefici diretti o come si diceva un tempo senza speranza di premio. -
Alcuni agenti della questura del reperto mobile di Bitonto,parte attrice del procedimento accusatorio ed oggi presenti in udienza, hanno abbandonato l’aula ancor prima delle determinazioni del P.M. e del Giudice,quando è apparso evidente a tutti la inconsistenza della sostenibilità della tesi accusatoria.
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