Partito “per il Sud”: «Ma noi non festeggiamo una unità che non c’è mai stata »
Anche oggi c’è qualche voce fuori dal coro che non s’unisce alle celebrazioni
Dal Direttivo nazionale del Partito "per il Sud" riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Ci chiediamo ormai da tempo: oltre al presidente Giorgio Napolitano esistono davvero italiani nel nostro Paese?
Al Nord i leghisti sentendosi di razza padana, e quindi non italiana, fanno fuoco e fiamme per evitare la giornata festiva del 17 marzo.
Milioni di cittadini residenti nel Nord non si sentono italiani.
Ci sono poi ministri della Repubblica che, pur avendo giurato sulla Costituzione, hanno apertamente dichiarato di non festeggiare il 150° dell’unità d’Italia. Del resto a tali signori va riconosciuta un’impeccabile coerenza visto che il gruppo parlamentare di riferimento è “orgogliosamente” denominato “Lega Nord per l’indipendenza della padania”.
Su questa deprecabile situazione, a parte qualche lieve e sommessa nota di biasimo, nessuno si è mai scandalizzato più di tanto, anzi lo stato di cose è accettato come qualcosa di dovuto ai verdeggianti lanzichenecchi del Nord.
La maggioranza di governo, infatti, anziché accogliere gli inviti al sentimento unitario-nazionale del Presidente Giorgio Napolitano, si fa dominare dagli invasati personaggi in camicia verde che vogliono solennizzare il ventennio leghista con l’accelerazione della disgregazione dello Stato: tutti abbiamo assistito, sbigottiti ma silenti, allo sfoggio del fazzolettino verde nel taschino del premier Berlusconi, in occasione del voto sulla truffa leghista del federalismo fiscale, che poi era ben condivisa da larga parte dei partiti dominanti tutti di matrice settentrionale.
Nel nostro Mezzogiorno, oggi, monta sempre più la lucida reazione contro una colonizzazione spacciata per processo unitario e che spinge piuttosto a celebrare uno Stato delle Due Sicilie migliore di come sia stato ca-lunniosamente dipinto.
Il Direttivo del Partito "per il Sud", nel quadro di questo scarso sentimento nazionale, vede ulteriormente confermata la validità delle proprie idee politiche che hanno continuamente denunciato la sopraffazione del Sud da parte del Nord, avvenuta sempre con la complicità di un sentimento unitario, spacciato per vero e solo per depredare i cittadini meridionali di tutti i loro diritti oltre che delle loro ricchezze. Per questo, ritiene che l’attuale condizione storico-sociale induca a soprassedere su festeggiamenti che appaiono, anche nell’ottica di chi si batte finalmente per la giusta considerazione del Mezzogiorno, per quest’ultimo derisori e per l’intero Paese in contraddizione con l’atteggiamento della maggioranza dei vertici istituzionali che sconfessano pubblicamente il sentimento unitario.
Per i motivi su elencati e ravvisando l’estrema necessità di una svolta costituzionale che riaggreghi il Sud in un’unica entità politico/amministrativa – in grado di proporre una vera svolta federalista italiana co-me dimostrato nella prima guerra d’indipendenza del 1848 che vide una vera unità di popoli d’Italia – "per il Sud" aderisce alla campagna meridionalista “Io non festeggio” una unità che non c’è mai stata.
Commenti
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Ho 77 anni e ricordo che a casa dei miei nonni materni e precisamente nel salotto buono, c’erano, ai lati di un orologio a pendolo, due quadri raffiguranti Giuseppe Garibaldi Giuseppe Mazzini. Dai miei nonni imparai l’inno di Mameli e tutti gli altri canti patriottici. I miei nonni m’insegnarono a essere italiano!! Voi quanti anni avete per dire che l’unità d’Italia non c’è mai stata? Ritengo che sia una falsità, alla luce della mia modesta esperienza! Viva L’Italia. Sessantacinque anni fà l’Italia era una!…
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E’ una vergogna! Noi eravamo uno stato ricco e solare! La verità è che ci hanno preso in giro con l’unità d’italia (scritto volutamente con al lettera minuscola)! Eravamo lo stato più ricco della penisola, sia sotto il punto di vista economico, che culturale. Ci hanno depredato delle nostre industrie, dei nostri soldi per risanare le finanze (ormai morte) della Lombardia, Liguria e Piemonte! E’ UNA VERGOGNA!
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Il Regno delle due Sicilie, occupato dalla dinastia Borbone (spagnola) è stato annesso allo Stato Sabaudo dalla dinastia Savoia (francese). L’unità d’Italia, nonostante il sacrificio dei nostri patrioti risorgimentali, è stato per il Sud solo un passaggio dal una monarchia all’altra con una spoliazione da parte del Nord di risorse umane ed economiche meridionali per di più con un aggravio di tasse. Il Sud è stato così reso forzatamente dipendente dal Nord che ora vorrebbe staccarsi dal resto dell’Italia in virtù di uno pseudo federalismo.
Se penso che da federalisti dello stampo di Cattaneo e Salvemini siamo passati a Borghezio e Calderoli mi viene da dire invece di “VIVA L’ITALIA” “POVERA ITALIA” -
Bossi, borghrzio calderoni e & (per il rispetto della grmmatica ITALIANA bossi l’ho scritto con la bi maiusca) non riusciranno ad effettuare la secessione…fino a quando, cari amici, ci saranno Italiani come noi. W l’Italia, W il tricolore, W l’Inno di Mameli e W gl’Italiani veri…Si scoprono le tombe, si levano i morti, i martiri nostri,son tutti risorti…………….







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