Se il punteruolo rosso aggredisce, ecco la terapia
Fiducia dell’Asv nella lotta contro il pericoloso parassita. Che ha colpito solo il 20% delle nostre palme
Il suo nome scientifico suona già come una minaccia: rhynchophorus ferrugineus.
Ma è più comunemente conosciuto come punteruolo rosso della palma.
Un insetto particolarmente nocivo, una delle maggiori insidie alla sana crescita della palma, pianta tra le più universalmente note e tra le famiglie vegetali più antiche della storia dell’uomo, tipica delle regioni tropicali, ma diffusa, nella sua variante “nana”, anche nella macchia mediterranea.
Il punteruolo, coleottero della famiglia dei Curculionidi, nasce, vive e si riproduce proprio all’interno della palma.
Un problema davvero se pensiamo che, nella sola Roma, per lo studioso Antimo Palumbo, il parassita potrebbe portare all’estinzione delle palme della città capitolina entro il 2015. L’insetto ha colpito anche la Puglia e tutto il Meridione d’Italia.
Bitonto non ne è rimasta, purtroppo, esente.
Ma i danni sono stati decisamente limitati.
Un solo dato: nei territori limitrofi (Santo Spirito e Palese) il punteruolo ha infestato ben l’80% delle vegetazioni da palma, da noi solo il 20%, nonostante i pericoli fossero gli stessi. Ha quindi funzionato una particolare terapia preventiva messa a punto, con felici riscontri pratici, dai tecnici dell’Azienda Servizi Vari cittadina.
Entriamo nel dettaglio.
Ad oggi, a meno che non si pensi al semplice e drastico abbattimento delle piante (eseguito solo in un caso, all’interno del locale liceo classico), manca una profilassi efficace, condivisa ed avallata dal ministero della Salute.
L’Asv, in collaborazione con la facoltà di Agraria dell’Università di Bari (professor Francesco Porcelli, docente di entomologia generale e applicata), ha pensato, già dall’anno scorso, ad una strategia preventiva, legata al trattamento continuo e terapeutico della pianta: il metodo dell’impianto a doccia. Un prodotto anti-punteruolo, assolutamente non tossico ed autorizzato dal ministero, colpirà defluendo attraverso un cerchio posto sull’estremità centrale dell’albero, sulle cosiddette foglie apicali, laddove l’azione dell’insetto si fa più nociva.
Si spera, così, di poter garantire alle piante il normale e consueto corso vegetativo.
Il sistema scelto (ma siamo, giusto sottolinearlo, sempre alla fase preventiva) ha un’altra importante e positiva qualità: la sua economicità, permettendo un notevole abbattimento di costi rispetto ad altri metodi più articolati e senza garanzie di buon esito.
Se, dopo la terapia preventiva, il trattamento si rivelerà ancora insufficiente, anche magari per l’emergere di altri fattori (eccessiva ventosità o troppo corposa espansione della chioma), ci sarà un ulteriore tentativo con la dendrochirurgia, cioè con l’eliminazione diretta della parte attaccata dall’insetto, intervenendo dove l’infestazione è più marcata. Nella speranza che poi l’apice vegetativo della pianta possa emettere ancora vegetazione. In un caso, come è accaduto per una pianta in piazza Marconi, essa, pur colpita in modo violento dal famigerato coleottero, dopo il citato trattamento ha reagito ed è ripreso considerevolmente lo sviluppo vegetativo: l’albero è tornato ad emettere foglie.
I prossimi mesi diranno che strada dover seguire definitivamente contro questo nemico della palma, così insidioso e addirittura, nei casi più acuti, mortale.
Va sottolineato che il problema riguarda, infine, non solo la vegetazione pubblica ma anche quella privata.
Il piano d’azione nazionale contro il punteruolo (emanato dal ministero delle Politiche agricole e seguito dalle Regioni, che a loro volta si danno orientamenti specifici a seconda del territorio) prevede, infatti, che il proprietario privato, una volta accortosi di anomalie vegetative sulle proprie piante, ha il dovere di dare comunicazione immediata al Servizio fitosanitario regionale.
È sempre più necessario, insomma, che pubblico e privato siano uniti nella battaglia contro questo piccolo, grande pericolo per le nostre palme, patrimonio della collettività.
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