La storia della politica bitontina degli ultimi anni/Prima puntata
Visti da vicino: non sempre ciò che appare esiste…
Dall’avvocato Vito De Santis, ex assessore della Giunta Valla, riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Nell’ottobre 2007 i rapporti politici con la amministrazione di sinistra si erano deteriorati irrimediabilmente ed in modo specifico con il Sindaco Pice arroccato nella sua insofferenza e protetto da quei partiti satelliti del PD che fino a poco tempo prima dialogavano con riverberi positivi sia con i Socialisti autonomisti che con i rappresentanti della lista Valori Sociali.
Questi negli ultimi tempi erano diventati convitati di pietra nelle varie riunioni amministrative, trattati con i guanti gialli e mal sopportati nonostante tutti gli sforzi profusi per evitare il peggio.
L’unico rimedio a tale iattura purtroppo era costituito solo in una svolta politica che contenesse una corroborante speranza di rivincita.
Ma la vittoria si poteva ottenere solo creando un controaltare alla forza egemonica.
Bisognava chiamare a raccolta tutte le energie umane e politiche che non si riconoscevano in quel desueto modo di fare politica della sinistra.
Vito Desantis e Antonio Lisi, quali rappresentanti dei bistrattati, si misero quindi al lavoro, lanciando appelli a destra ed a manca. I primi a rispondere alle chiamate furono in ordine di tempo: Martucci Saverio, Fiore Vincenzo, Ferrara Giulio, Giammarelli Antonio, Antonelli Francesco, Antuofermo Nicola, Granieri Gaetano.
Tutti si costituirono in una sorta di Carboneria con il chiaro intento di formare liste alternative e trasversali. L’impresa non era assolutamente facile atteso che bisognava combattere contro i carri armati a mani nude.
Ma la fortuna dette una mano ai Carbonari vuoi perché il candidato sindaco del P.D. non godeva dei favori del popolo, vuoi perché la grande armata della sinistra si era frantumata in tanti pezzi al punto che i candidati sindaci erano diventati davvero troppi.
Infatti i socialisti dello SDI rivendicavano la candidatura perché a loro dire l’aver attraversato il deserto li aveva legittimati a portare la cambiale all’incasso.
Il P.D. non voleva mollare la leadership, la lista laboratorio osannava il proprio candidato, la lista Città Democratica aveva da tempo il suo referente, e Morea lottava da solo e con estrema temerarietà e Giuseppe Cannito capeggiava la lista di Beppe Grillo.
Ma ciò nonostante si rendeva necessaria se non doverosa la individuazione di un candidato che pur non avendo grandi doti fosse stato fuori dai giochi del potere e dalle beghe personali per non correre il rischio di essere coinvolto nella rissa politica che sicuramente sarebbe scoppiata di lì a poco in seno alla sinistra intera così come frantumata.
Tanti furono i nomi che vennero alla ribalta, ma nessuno di specifico e completo gradimento. Ma una mattina passeggiando nei pressi della Villa Comunale, Vito Desantis apprendeva da Gaetano Granieri che a Santo Spirito risiedeva un oriundo Bitontino che gli aveva espresso il desiderio di candidarsi come Sindaco a Bitonto.
Alla richiesta del nome, il Granieri, si mostrò alquanto reticente perché a suo dire l’aspirante candidato doveva prima avere un incontro chiarificatore con la propria famiglia in quanto non tutti erano d’accordo col suo progetto.
La cosa fu lasciata cadere e le consultazioni tra i Carbonari continuarono con la stessa frenesia al punto che qualche giorno dopo alcuni ex esponenti di AN tali Fanelli Lino e Schiraldi Giuseppe contattavano il Desantis e Lisi dichiarando la loro adesione al progetto anche se il loro ex partito aveva l’intenzione di candidare Damascelli Domenico a Sindaco. Va da sé che era un modo come un altro per comunicare che in certi ambienti ed anche in Forza Italia, vi era l’intenzione di aderire all’idea rivoluzionaria-restauratrice.
Infatti, l’Amministrazione che i Carbonari avevano ideato e condiviso era di natura e carattere trasversale che prevedeva solo una intesa elettorale e non politica.
Il tempo trascorreva inesorabilmente, ma all’orizzonte non si scorgeva ancora la figura ipotizzata del candidato Sindaco, nonostante lo sforzo profuso in tal senso da tutti.
Il Desantis a quel punto, su consiglio di molti, contattò nuovamente il Granieri per conoscere il nome della persona che a suo dire aveva espresso il desiderio di candidarsi.
Il Granieri forse non aspettava altro, atteso che non dette nemmeno il tempo al Desantis di ultimare la domanda che già esclamò: il prefetto Valla!!
Fine I° episodio
La continua al prossimo numero
Commenti
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mai visti nominati tanti geni e cervelloni della politica come in questo pezzo







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