Omnia, rabbia e rimpianti

Giuseppe Urbano

Al “Città degli Ulivi”, i bitontini si fanno raggiungere dalla Virtus Molfetta al 92′

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Calcoli alla mano, tre minuti costituiscono il 3% circa del tempo regolamentare di una partita a pallone. Un’inezia.

In Omnia Bitonto – Virtus Molfetta, invece, questa minuscola frazione di gioco ha rappresentato molto, tutto. Soprattutto per i bitontini. Soprattutto perché i canonici novanta minuti erano già alle spalle delle due contendenti.

Mancano 180 secondi allo scadere dei cinque minuti di recupero accordati dall’arbitro. I padroni di casa stanno conducendo in porto una vittoria striminzita, sofferta. Oro colato al cospetto di una diretta concorrente per la permanenza in Seconda Categoria.

Il molfettese Michele Lattanzio ha però deciso di rovinare la festa ai bitontini e, dopo una miracolosa respinta ravvicinata di Raffaele Cervelli su Amato, ribadisce in rete con il suo piattone destro il pallone dell’uno a uno definitivo.
Fotocopiato il risultato dell’andata, annullato il primo set point-salvezza stagionale all’Omnia.

Alla vigilia della delicatissima sfida contro i virtussini dell’Adriatico, mister De Leo ed i suoi ragazzi hanno un solo verbo in mente: vincere.
Non importa che Vitucci debba scontare il suo ultimo turno di squalifica, che Lucera sia definitivamente fuori dai giochi per via di una sanzione disciplinare “interna” o che uno dei leader indiscussi della squadra, Nicola Grumo, sieda in panca poiché non ancora al meglio dopo l’infortunio (senza dimenticare la lunga assenza di capitan Iovene, azzoppatosi proprio a Molfetta nella gara d’andata).

Rientra a tempo pieno bomber Orlino, Cervelli sa ben comportarsi da numero 1 ed il trionfale quattro a uno interno rifilato all’Atletico Andria è ancora negli occhi di tutti…

Il primo tempo di Omnia – Virtus non è da consegnare agli annali del calcio per il suo livello di spettacolarità. Zero parate degli estremi difensori, tanta densità ed intensità in mezzo al campo, qualche fallo e parola di troppo ovunque.

A parte un’insidiosa palla vagante nell’area piccola ospite non tradotta in rete da alcun bitontino e due belle zuccate finite oltre il montante della porta difesa da Cervelli, è la paura di perdere a farla da padrona.

Appena iniziata la ripresa, gli omniani si ricordano del verbo stampato nelle loro teste ed aggrediscono l’area avversaria con inattesa ferocia agonistica. Ma l’occasione gol non concretizzata dopo pochi secondi è clamorosa. Antonello Orlino lascia partire un gran diagonale di destro appena dentro l’area, il portiere biancorosso Detaro respinge ad una mano, la sfera resta lì, pronta per essere spedita in fondo al sacco, però l’accorrente Antonio Schiavino si fa bruciare sullo scatto breve da un avversario in disperato ripiegamento.
La scivolata ad anticipare il numero 7 di casa vale un gol.

Gol “vero” che arriverà cinque minuti più tardi.
I protagonisti sono quasi uguali: Detaro si supera sulla rasoiata mancina di Antonio Schiavino, ottimamente servito dal fratello maggiore Michele. Sul susseguente corner, l’arbitro vede una trattenuta ai danni dello stesso Schiavino senior. Rigore.

Dal dischetto, Dario Orlino inanella il suo sesto gol stagionale – uno in più del cugino attaccante Antonello – divenendo il realizzatore principe della squadra.
Tutte questioni di famiglia, insomma.

A questo punto l’Omnia compie un peccato “mortale”. Con quaranta minuti e passa ancora da giocare, prova ad addormentare la partita, si ritrae, contrattacca troppo timidamente e concede una lunga serie di calci piazzati alla Virtus, nonché la superiorità numerica per l’evitabile espulsione di Gentile.

In contropiede non arriva il colpo del K.O. mentre si materializza la doccia gelata del pareggio ospite in piena zona Cesarini. Più che una beffa, una punizione.

Fino al 93’, i difensori biancoblu e Cervelli respingono ogni blando assalto molfettese. Nulla possono sulla ribattuta vincente del sopra menzionato Lattanzio, capace di centrare l’angolino alla sinistra del portiere di casa nonostante la selva di gambe concentrate nel fatidico fazzoletto di terreno all’interno dell’area di rigore.

Peccato. Questa domenica tutte le altre squadre coinvolte nella lotta per non retrocedere sono rimaste ferme al palo: Adelfia, Bisceglie, Giovinazzo e Sannicandro hanno perso. Il Santeramo ha riposato.
Con la posta piena, l’Omnia sarebbe stata a +3 sulla zona playout e si sarebbe lasciata la Virtus Molfetta a ben otto lunghezze di distanza.

Peccato anche per il grande ex Davide Germano (bitontino D.O.C.), partito dalla panchina ed in campo solo per pochi secondi a causa del riacutizzarsi di vecchi guai fisici.

Ora, trasferta tosta in quel di Capurso.
Sperando si sia trattato davvero solamente di un set point…

Giuseppe Urbano

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