Bitontino carbonizzato ritrovato a Modena, aperta inchiesta per omicidio volontario
Il sostituto Procuratore, Lucia De Santis, non esclude alcuna ipotesi
E’ ancora avvolta nel mistero la tragica fine di Emanuele Schiavone, l’operaio bitontino di 55 anni trovato morto nelle campagne alla periferia di Modena.
Il Sostituto Procuratore, Lucia De Santis, ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio volontario.
Il magistrato, quindi, non esclude nulla e, in attesa dei riscontri derivanti dalle analisi effettuate sul corpo semicarbonizzato, ha formulato l’ipotesi di reato più grave.
Potrebbe allora essere stato qualcuno ad uccidere il bitontino e trasportarlo sino in aperta campagna, in un sentiero disseminato di siringhe utilizzate da tossicodipendenti, a due passi da un casolare occupato da numerosi extracomunitari clandestini.
Tuttavia, comunque, la pista più accreditata continua ad essere quella del suicidio, anche se l’uomo non soffriva di particolari problemi, non aveva debiti, e non aveva mai dato segno di disagio in famiglia.
Lo scooter a bordo del quale è stato visto martedì mattina, giorno in cui è avvenuto il decesso, è stato ritrovato non molto lontano dal sentiero di campagna.
Accanto al corpo, poi, c’erano il tappo di una tanica e resti di plastica bruciata.
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