“Bitonto, primo amore”, ecco il libro
Presso la Sala degli Specchi, la presentazione della pubblicazione con tutte le opere premiate lo scorso anno
Per me, la poesia ha il volto di questa donna discreta, alta e dritta come lo stelo di un fiore.
Due gocce di cielo al posto degli occhi, ancora qualche raggio di sole fra i capelli.
Il suo nome è Maria Teresa Selvetti-Bonnet: è qui, nella borgesiana Sala degli Specchi del Comune di Bitonto, in un angolo quasi segreto.
Sfoglia tra le mani un volumetto agile e candido, pubblicato da Edizioni Raffaello, cerca la sua creatura – non altrimenti da come fanno le madri con i propri figli per vedere se il colletto è a posto -, una poesia che canta al mondo il suo ormonale amore per la nostra città, tra i componimenti che furono premiati lo scorso anno durante la prima edizione del concorso "Bitonto, primo amore".
In platea, bambini e insegnanti, ragazzi e professori: tutti accomunati dal profondo sentimento suddetto per il borgo natio.
Dall’altro lato della fascinosa sala, dietro il tavolo dei relatori, il sindaco Raffaele Valla, che non ha perduto l’occasione di sottolineare l’importanza delle eccellenze locali da valorizzare assolutamente, il senatore Giovanni Procacci, che ha rimarcato il valore dell’opera poetica quale veicolo di messaggi dal grande valore civile, l’assessore provinciale Michele Labianca, che ha ribadito che i giovani sono il futuro del paese, il presidente dell’A.e.d.e. (Associazione europea degli insegnanti, nell’idioma nostro), prof. Stefano Marseglia, che ha messo l’accento sull’importanza di iniziative come questa, perchè rendono ancor più coeso il tessuto socio-culturale cittadino.
Infine, il preside Michele De Palma ha fatto notare come "nelle liriche premiate vi sia un amore grande che va oltre i sentimentalismi di maniera, l’emigrazione come abbandono della propria terra senza spezzare il cordone ombelicale, la cronaca di tutti giorni, il panismo nel rapporto tra natura e realtà".
Brividi autentici, poi, quando Michele Muschitiello – poeta dialettale, oltre a tanti altri titoli – ha cantato con l’emozione di chi ama scrivendo e scrive amando la sua celeberrima Vetonde.
Una serata luminosa come una perla preziosa non poteva non essere stata ideata che dalla prof. Amelia De Capua.
Una vita dietro la cattedra, ancora persevera nel sogno nobile di coltivare la sensibilità e divulgare cultura, chiara stimmate donatale dal padre.
Mario Sicolo
Commenti
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Scusami tanto Prof. Bitonto sì…ma i bitontini no.







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