A Modugno l’Omnia perde, lo sport muore

Giuseppe Urbano

I bitontini perdono 4 a 1 una partita di calcio durata 45 minuti…

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L’Omnia arriva al “Palmiotta” di Modugno dopo l’entusiasmante poker servito al quotato Atletico Andria 2008.

Decimata da infortuni e squalifiche (non è, questa, una novità…), ma con il morale alto per le rinnovate speranze-salvezza emerse dall’intensa sfida del “Città degli Ulivi”, la squadra guidata da Raffaele De Leo affronta il lanciatissimo Real Modugno – secondo in classifica, ad un punto dalla capolista Sibillano Bari – con grande personalità, coraggio ed organizzazione tattica.

Tuttavia i buoni propositi, l’autoconvinzione e il vantaggio dell’Omnia durano solo un tempo.
Quel che accade tra l’esaurirsi dei primi 45 minuti e il resto della partita non merita cronache o commenti “tecnici”, perché non si può ascrivere alla sfera del calcio giocato.
Anzi, è l’anti-calcio, è il requiem suonato ad hoc per ogni etica e filosofia sportiva.

All’intervallo, i bitontini sono avanti per uno a zero grazie al primo gol stagionale di Giuseppe Lucera.
La contesa è maschia ma piacevole, con grappoli di occasioni nitide da una parte e dall’altra.

Tra gli ospiti, Lucera, Antonio Schiavino e il diciottenne Landriscina sembrano davvero in giornata-sì, Raffaele Cervelli non fa rimpiangere lo squalificato Vitucci.
Dalla parte opposta, una squadra senza dubbio forte e compatta, un discreto possesso palla ed un numero 10 tanto mobile quanto sprecone davanti alla porta.

Sul finire della prima frazione di gioco, cominciano a concretizzarsi tutte le “stranezze” di una domenica bestiale. Scusaci, Fabio Concato.
Il numero 8 modugnese, Giacomo Guercio, commette un fallo da ammonizione.
Il direttore di gara (ottima la sua condotta di gara e non solo, a dispetto della giovane età) è pronto ad estrarre il cartellino giallo, mentre mezza Modugno pretende a gran voce uno scambio d’identità con un suo compagno di squadra per evitare la squalifica del suddetto Guercio in vista del match d’alta quota di domenica prossima tra Atletico Andria e Real Modugno. Come avrete ben capito, il giovane centrocampista era sotto diffida.

Nel frattempo, un esercito di pseudodirigenti e sedicenti assessori affolla incredibilmente ogni area circostante il terreno di gioco, in qualità di “servizio d’ordine sostitutivo”, e l’attempato assistente di casa sputa minacce in tutte le salse verso lo spicchio di tribuna occupato dalla dozzina di bitontini presenti.

Il direttore di gara è costretto più di una volta ad invitare alcuni individui ad allontanarsi o quantomeno a presentare un documento di riconoscimento per verificare l’eventuale presenza in distinta.
Il regolamento fai-da-te modugnese raggiunge la sua massima espressione con il tardivo arrivo di una pattuglia dei Carabinieri (presenza che si rivelerà alquanto effimera).
Da normative, il cosiddetto Servizio d’Ordine Sostitutivo decade, deve uscire di scena, in presenza di Forze dell’Ordine.
Sennò perché chiamarlo “Sostitutivo”?

Alla fine di un primo tempo dal crescente tasso di nervosismo tra i locali, anziché accomodarsi altrove, lo stuolo di accompagnatori e tifosi d’eccezione resta tranquillo al suo posto e, udite udite, chiede anche un’audizione privatissima all’arbitro…
Questi, visibilmente sorpreso dall’audace richiesta, non permette a nessuno di accomodarsi nel suo personale spogliatoio, riesce ad ottenere una patente di guida da un “indistinto” dirigente e perde metà del suo meritato riposo ad ascoltare le rimostranze dei padroni di casa, capitano incluso.

Può un’umile squadretta imbottita di giovani ed invischiata nella disperata lotta per non retrocedere battere a domicilio una corazzata capace di stradominare il suo girone di terza categoria la scorsa stagione ed in piena corsa per la promozione-bis quest’anno?
Domanda retorica, risposta negativa.

In tutta onestà, in campo rientra solo la brutta copia dell’Omnia ammirata fin lì.
Gli ospiti regalano colpevolemente il pareggio al Real Modugno dopo appena un minuto di gioco, non s’affacciano più dalle parti del portiere di casa con la continuità e la pericolosità del primo tempo, appaiono stanchi e sfiduciati, incassano inermi altre tre reti finendo sconfitti per 4 a 1.
E poteva andare peggio.

Il diciassettenne difensore bitontino Giuseppe Fallacara viene sostituito da mister De Leo poiché visto molto turbato non tanto per qualche errore individuale commesso quanto per le violenze verbali subite da parte dell’attaccante avversario da marcare. Infatti, quest’ultimo segna.
L’intera panchina bitontina viene avvicinata con fare intimidatorio da non identificati modugnesi e consigliata vivamente di tornarsene a casa a bocca asciutta. Se avesse voluto farlo con le proprie gambe ed in piena salute.
Fino al triplice fischio, il silenzio osservato dai componenti la panchina biancoblu è assordante.

Al termine di tutto questo, i padroni di casa festeggiano l’ennesimo successo stagionale, rinverdendo i fasti del recente passato, i nostri demoralizzati concittadini se ne vanno zitti, buoni e sani.
Le Forze dell’Ordine – quelle vere, quelle in uniforme – possono assistere, serene, all’epilogo di una domenica pomeriggio normale. Dal loro punto di vista di “sostituiti”.

Domenica 27 febbraio, Omnia Bitonto – Virtus Molfetta.
In ballo, una buona fetta di permanenza in seconda categoria tra dirette concorrenti.
Ci sarà notevole agonismo, c’è da scommetterci, ma, comunque vada a finire, si parlerà solo di sport.

Giuseppe Urbano

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