Una lieve carezza per Gaetano e i suoi cari

Mario Sicolo

Oggi si terranno le esequie del dipendente dell’Asv, scomparso tragicamente nell’incidente di ieri

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Che mattino sarà, questo, per Grazia, la dolce compagna di tutta una vita di Gaetano Naglieri?
E per Rosanna, Luigi, Teresa, i piccoli – non crescono mai, i figli, si sa, per il cuore di papà?
E Mamma Rosa, chiusa in un silenzio che sa di dolore, ripenserà al suo piccolo?

Il cielo avrà nuvole tristi come rughe ed il sole una povera luce senza luce.
Quando è addolorata, la volta lassù, è grigia come l’asfalto.
Come una lapide.

Oggi, papà Gaetano è lì, disteso, immobile e avvolto da un sonno eterno, che non è pace per chi gli ha voluto bene.
Le possiamo vedere, le loro mani, le mani tremanti di chi lo carezzò, lo cercò come guida sicura, gli s’aggrappò disperato per un aiuto che lo salvò.
Ora, sfiorano quel legno freddo e indifferente, stropicciano quella finzione di trina che orla la cassa.
Gli occhi nascosti dietro mute palpebre stanche.
Il cuore, certo, sanguinerà, urlando accecato dal dolore, nel mondo che non potrà mai capire.

Come hai potuto, cielo, strapparci chi amavamo?
Perchè, solo per noi, l’alba di ieri sarà il tramonto di sempre?
Perchè hai ucciso anche noi lì, su quella maledetta strada?

Tutti si stringeranno intorno alla famiglia di quell’uomo che era stimato e rispettato nell’Azienda in cui lavorava.
Ancora sei mesi e sarebbe stata pensione. E invece…
I compagni del partito (passione ereditata dal padre), che lo hanno ascoltato con attenzione ogni volta che c’era da confrontarsi, saranno vicini ai suoi cari.
La città intera – tanto era noto Naglieri – li cingerà d’affetto.
Le parole del sacerdote saranno balsamo fugace per le ferite incancellabili.
La liturgia funebre passerà, tra fiori e canti, abbracci e condoglianze.

Poi, quando tutto sarà finito, succederà questo.
La signora Grazia sentirà il cuore battere con un ritmo straziato, ma nuovo. Le sembrerà familiare quella voce che canterà nell’anima: sarà il palpito del cuore di Gaetano.
Rosanna, Luigi, Teresa si fermeranno per un attimo, nei prossimi giorni, forse casualmente, forse no, davanti ad uno specchio: in fondo agli occhi scopriranno una luce lontana, ma viva, faro sicuro nel buio della notte.

E Mamma Rosa?
Lei, distrutta, si rannicchierà dentro la sua anima lacerata e vorrà solo crollare.
Un braccio invisibile la sosterrà.
Sarà l’ala di Gaetano…

Mario Sicolo 

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Commenti

  • agente (utente non verificato)

    Mario ha usato parole meravigliose per una persona che se le meritava e se le merita tutte. Ciao Tanino, la tua voglia che avevi di vivere ci aiuterà a far sì che sembri che tu sia sempre qui con noi. Veglia su di noi come hai sempre fatto…. C.