Antonio Lisi torna ad attaccare: «Un obbligo morale chiedere le dimissioni del sindaco»
Il commissario di Alleanza per l’Italia scuote la maggioranza
Dimissioni. Tre anni di amministrazioni decisamente fallimentari. Promesse elettorali assolutamente non mantenute, ma anche la definizione di un primo nuovo quadro politico-amministrativo cittadino.
C’è tutto questo nelle parole dell’ex Assessore alla Polizia Municipale, Antonio Lisi, che torna ad attaccare e criticare pesantemente il primo cittadino, mettendone in dubbio il suo operato.
E lo fa col primo documento ufficiale dell’Api di Rutelli, di cui è diventato da qualche mese commissario cittadino.
Il suo giudizio è severo e non lascia spazio a sbagliate interpretazioni: “Sono ormai trascorsi tre anni dall’insediamento di questa Amministrazione, assolutamente povera di idee e progettualità e che ha portato il Paese ad un profilo economico e progettuale bassissimo”.
“E’ da ricordare che questo sindaco si pose con tutte le forze politiche che lo sostennero ad un cambiamento del Paese in termini di sicurezza, legalità e giustizia, più una forte scossa all’economia locale, ma tutto questo è ancora lontanissimo”, precisa ancora Lisi, che punta il dito sulla scarsa capacità del sindaco di “combattere” la crisi economica in corso, o meglio di combatterla a modo suo.
Secondo l’ex Assessore, infatti, “in questo momento di restrizione economica non si capisce perchè si continuino a fare commissioni, aumentino il numero degli assessori, ci sono continui spostamenti di soldi da un capitolo ad un altro per beneficiare o per coprire qualcosa”, ed alla luce di ciò, visto le ben 800 commissioni che si sarebbero tenute nel solo anno 2010 più ben 27 consigli comunali, “quanti argomenti trattati in Commissione sono stati oggetto di consiglio comunale? Perchè non pensare ad un taglio del 70% delle commissioni nel prossimo bilancio? Non si potrebbe ridurre del 50% le indennità degli assessori e del sindaco, visto che non ci sono risorse economiche?”, si domanda sarcasticamente il predecessore di Ferrara all’Annona.
Ma le richieste ed i dubbi di Lisi non sono finiti qui, perchè si interroga ancora “su cosa sia realmente cambiato dall’azzeramento della giunta ad oggi, visto che molti consigli comunali, da settembre ad oggi, non si sono conclusi ed alcuni nemmeno iniziati”.
Il prosieguo, allora, visti i presupposti e le premesse, è chiaro: tutti a casa. “C’ è solo la parola fallimento nel tracciare il bilancio di questo sindaco e per evitare altri risultati negativi sarebbe un obbligo morale chiedere al Sindaco di ridare la parola ai cittadini”.
Anche perchè, sostiene Lisi, “lei, signor sindaco, non è più gradito politicamente e basterebbero dei semplici sondaggi di gradimento per capirlo”.
Dopo le critiche all’ex prefetto, Lisi getta anche le sue proposte su dove investire “quei 250 milioni di euro che si risparmierebbero tagliando i costi della politica: maggiore assistenza agli anziani, maggiore sostegno alle famiglie bisognose, refezione scolastica, servizio navetta Bitonto-Ospedale San Paolo per i più bisognosi, controllo ed assistenza agli extracomunitari, garantire un sistema sanitario locale, essere più attenti al fenomeno della disoccupazione e dei comparti produttivi come l’agricoltura e l’edilizia”.
L’ex Assessore all’Annona getta poi un primo sguardo al possibile (immediato) futuro scacchiere politico cittadino, che conterà senz’altro sulla presenza di Alleanza per l’Italia (Api), di cui Lisi è commissario: “Oggi l’Api di cui sono Commissario si presenta si pone come alternativa alla maggioranza agonizzante del nostro primo cittadino al quale vuole contrapporre uomini giusti e capaci di fare l’esclusivo interesse della comunità bitontina, ma deve rappresentare con le altre sigle (UDC-FLI-MPA) un soggetto autonomo senza essere stampella di nessuno e per nessuno in quanto l’imput che ne viene a livello nazionale va nella direzione di non rincorrere ad alleanze che vanno nella logica del potere, ma utilizzare il consenso per sostenere programmi e uomini coerenti con la visione reale del territorio in cui si vive”.
Michele Cotugno Depalma
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