Midsummer, la notte più breve dell’anno

Liliana Tangorra

Una prima nazionale al Teatro Traetta con la commedia realizzata dal ‘Teatro dei Borgia’, ‘Midsummer’

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Una delle più celebrate commedie internazionali, Midsummer realizzata dal ‘Teatro dei Borgia’, ha avuto i natali nel teatro comunale della città di Bitonto il 5 e il 6 febbraio.
Alla prima nazionale la pièce di David Graig (adattata da Masolino D’Amico) ha fatto il pienone ricevendo gli applausi più lunghi degli ultimi spettacoli.
La regia di Giampiero Borgia ha reso piacevole e estremamente coinvolgente il testo, in un ritmo incessante e appassionante di battute.

Helena e Bob (magistralmente interpretati dalla pluripremiata Manuela Mandracchia e dall’alschitziano Christian Di Domenico) si incontrano, si piacciono (ma senza dirlo) e si innamorano.
Una veduta di Edimburgo, le proiezioni di una incessante pioggia, un letto e un’atmosfera liquida e imbarazzata di due trentenni alle prese con la voglia di ritornare giovani, nella notte più breve dell’anno.

Una commedia intervallata dalle frizzanti musiche di Gordon Mcintyre, interpretate da Papaceccio, presente sempre in scena, come un’estemporanea che corona l’assurda vicenda dei due personaggi, narratori e attori della propria vicenda.

Le piazze e le strade di Edimburgo, lo scroscio di una incessante pioggerella, come filo conduttore comune che descrive la vita snob e repressa di Helena, avvocato affermato, ma sola ad aspettare un uomo sposato nel parcheggio dell’Ikea, metafora di una amore comprato a basso prezzo, e Bob uomo piuttosto insignificante, che un tempo sognava di fare il musicista di strada suonando in giro per l’Europa e, che ora orbita ai margini della malavita di Edimburgo.

Un incontro fortuito in uno chic wine bar che cambierà la vita dei due trentenni simbolo di una generazione ancora aggrappata ad una giovinezza e ad un’adolescenza lontana, ma fortemente bramata.

Una storia intrigante, all’interno della quale non è difficile specchiarsi, una rivoluzione che tutti possono realizzare al grido di «Change is possible».

Liliana Tangorra 

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