Ancora tabaccai nel mirino dei rapinatori. Stavolta assalto alla rivendita di via Castelfidardo

Mario Sicolo

Insieme all’incasso di giornata, sigarette, gratta e vinci e ricariche telefoniche nel bottino

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Qualche giorno fa.
La sera è scesa da poco lenta, oscura, fredda su quello stradone che costeggia la Lama Balice e conduce da un ponte all’altro, cioè da quello del Carmine a quello di Santa Teresa.

Tre uomini piombano, sgommando, nel cuore di via Castelfidardo. Incappucciati e armati.
L’obiettivo è il solito: il tabaccaio.

Dietro il bancone, l’uomo non più giovane, le guance penate, gli occhali rassicurati da una cordicella, il crine innevato, ne ha già subiti di assalti. Non si sorprenderà. Forse, solo un sussulto proverà.
La tendina a liste di plastica viene smossa con violenza dall’irruzione dei tre individui.
Grida, minacce, pistole puntate ad altezza di volto: la scena è sempre la stessa.
Un cliché che scatena un misto di paura, terrore e rabbia.  

A differenza di altre volte, le armi non saranno usate. Meno male.
Vien fatta razzia della rivendita: nel bottino pacchetti di sigarette, gratta e vinci (speriamo non vi trovino manco 5 euro, ndr), ricariche telefoniche e l’incasso della giornata.
Poi come costume truffaldino vuole, si dileguano nel nulla i tre compari malvissuti.

Gli inquirenti, ovvio, indagano. Senza escludere alcuna pista.
Anche se si sospetta che il commando in azione sia il medesimo che, la scorsa settimana, ha colpito in via Carlo Rosa.
Potrebbero persino non essere bitontini.
Sinceramente, in queste pratiche qui, tristissime e losche, non sentivamo il bisogno di maestranze foreste…    

Mario Sicolo

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