Anche a Bitonto le donne scendono in piazza
Ieri la manifestazione “Se non ora, quando?” nei pressi della villa comunale
“Se non ora, quando?”. Anche Bitonto ha aderito alla manifestazione che in tutte le città d’Italia ha visto scendere in piazza migliaia di donne, per dire basta al “modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, che incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni”.
Un raduno nato dall’ondata di indignazione per gli scandali sessuali che, secondo la procura di Milano, vedrebbero coinvolto il Presidente del Consiglio, la cui ostentazione del proprio modo di relazione tra donne e uomini, “incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità femminile”.
E proprio “dignità” è la parola che più di tutte si leggeva ieri su piazza Partigiani, nello spiazzo antistante la Villa Comunale, dove le forze del centrosinistra hanno allestito un gazebo informativo, per sensibilizzare la gente sugli ostacoli che ancora oggi, a 40 anni dalle prime lotte, si frappongono alla piena parità di genere.
Una dignità che, secondo i promotori, è cancellata dalla “ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale” e da “una cultura diffusa, che propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e guadagni facili, offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno”.
Tante le discriminanti che la donna subisce ancora oggi, a cominciare dal mondo del lavoro, in cui è la principale vittima della disoccupazione. Per non parlare delle violenze, che spesso la donna subisce sia all’interno, che oltre le mura domestiche.
Ma fermo restando la denuncia per i comportamenti dannosi per la dignità del gentil sesso, spesso è proprio quest’ultimo che per primo si sottovaluta e, non intuendo il proprio valore, si vende per ottenere vantaggi, utilizzando, come moneta di cambio, le forme sinuose che la natura ha loro regalato.
Dunque, relegare ogni responsabilità al sistema di potere o al genere maschile è fuorviante. Le prime destinatarie degli intenti sensibilizzatori di queste manifestazioni dovrebbero essere le donne stesse.
Michele Cotugno
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