I progressi della tecnologia per migliorare la vita delle persone diversamente abili, il convegno

Michele Cotugno

Soprattutto, per garantire loro una maggiore autonomia e una maggiore capacità di comunicazione

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I progressi della tecnologia degli ultimi anni hanno permesso notevoli passi avanti nell’assistenza alle persone diversamente abili, per garantire loro una maggiore autonomia e una maggiore capacità di comunicazione.
In una parola, una migliore integrazione.

L’argomento è stato protagonista, qualche giorno fa, di un incontro, organizzato dalle associazioni Più Valore e Goel, e dalla Cooperativa Sociale Zip.h.
“La tecnologia può rappresentare una grande risorsa – ha introdotto il professor Giuseppe Elia, preside della facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bari –. Può servire ad abbattere barriere ed ostacoli per garantire il miglioramento della qualità della vita”.

Ma Elia ha anche messo in guardia dai possibili rischi insiti nelle applicazioni tecnologiche, perché “se non si sanno governarle, da fattori di inclusione, possono diventare fattori di esclusione sociale”.
“Famiglia, scuola ed istituzioni devono attivarsi di più” ha concluso il professore, esprimendo la necessità della preparazione dei docenti, affinchè l’ambiente scolastico possa davvero garantire un decondizionamento sociale, e non pregiudicarlo.

“La disabilità non è sinonimo di handicap – ha proseguito Angelo Caldarola, presidente di Più Valore, associazione che da anni si adopera in questo ambito –. L’handicap si manifesta, quando l’individuo non trova un contesto socio-ambientale in cui possa integrarsi. E l’integrazione può avvenire solamente se tutti gli attori coinvolti (famiglia, scuola, università, Regione, Provincia, Comune, enti locali, ASL, terzo settore e mondo del lavoro) riescono ad agire in sinergia”.

Più Valore già nel 2007 ha avviato un percorso comune affinchè il diritto all’integrazione possa davvero essere garantito, perché “nonostante sia stato garantito dalla legge, ci sono ancora tanti ostacoli”.
Un progetto che intende usufruire del Centro di Orientamento Risorse Educative e Didattiche (C.O.R.E.D.) e del Centro Ausili Tecnologici (C.A.T.), realizzati a Bitonto dalla cooperazione tra Più Valore e Zip.h.

Obiettivi del percorso sono la sensibilizzazione, tramite incontri con famiglie ed operatori del settore, il supporto alle famiglie ed alla rete territoriale, con l’attivazione di uno sportello informativo e la valutazione e la consulenza, ai fini dell’applicazione di tecnologie assistenziali, per 27 utenti del Centro Crisalide e 25 alunni delle scuole partner.

Una valutazione necessaria, perché, come ha spiegato Teresa Pasculli, coordinatrice del C.A.T., “gli ausili non sono la panacea di tutti i mali, ma cambiano non solo da persona a persona, ma anche nel corso della vita. L’ausilio non è una risposta, ma uno strumento per garantire il miglioramento delle condizioni di vita. Anche chi sta intorno al disabile deve essere informato sull’uso dell’applicazione tecnologica”.

Al termine del convegno Maria Pia Amatulli ha presentato il suo libro “Il coraggio di guardare oltre” ispirato all’esperienza del figlio sordomuto, alle difficoltà e agli ostacoli incontrati e ai timori per il futuro.

Michele Cotugno

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