Masciale (Pd): «Ma quando parte il servizio di refezione scolastica per le scuole primarie?»

Mario Sicolo

Grave ritardo per un servizio fondamentale che consentirebbe la corretta attuazione del tempo pieno

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"Tagliare sulla cultura significa azzerare le possibilità occupazionali ed impedire lo sviluppo compiuto di una città come la nostra, che sta vivendo un grave momento di crisi".

Non va per il sottile il professor Vito Masciale, consigliere comunale del Partito democratico e segretario provinciale della Confsal.
Il cruccio che in questi giorni lo tormenta è la mancata attivazione da parte del Comune di Bitonto del servizio di refezione presso le scuole primarie. Fatto, questo, che penalizza gravemente le utenze, che non possono usufruire del tempo pieno, e potrebbe presto compromettere anche numerosi posti di lavoro degli insegnanti bitontini.

"In maniera lungimirante, la sprecedente amministrazione stipulò l’accordo nel 2008 per attivare il servizio mensa nelle scuole dell’infanzia e primaria statale in centro e nelle frazioni. Poi, l’Assessore Giammarelli ha firmato l’impegno formale circa la nuova attivazione e la prosecuzione del medesimo servizio per un numero determinato di classi, alcune esistenti e altre di nuova istituzione, che ammontano a sette, per l’attuazione delle 40 ore, ciuoè il tempo pieno. Ora, durante uno degli ultimi consigli comunali dello scorso anno, gli amminisitratori avevano promeso che il tutto sarebe partito a fine gennaio. Ora, siamo a febbraio, nulla s’è mosso e tra qulache giorno, il 12 per la precisione, scadranno le iscrizioni al nuovo anno scolastico", si rammarica il prof.

Le conseguenze di questa grave lacuna sarebbero devastanti: "Sì, perchè potrebbe esserci un calo vertiginoso delle iscrizioni e molti posti di lavoro verrebbero meno. Non solo, ma si deve considrare anche la probabilità che il Pçrovveditorato chieda conto dell’aggravio economico derivante dall’utilizzo che è stato fatto finora dei docenti che dovevano essere impiegati nel tempo pieno e, invece, sono stati destinati ad altre mansioni", osserva preoccupato Masciale.

"La mia non è facile demagogia, ma solo volontà di capire perchè vengano prese acuor leggero certe decisioni, che non credo dipendano solo ed esclusivamente dalla mancanza di danaro nelle casse comunali. Amninistrare significa fare delle scete a vantaggio della comunità. Se gli attuali inquilini di Palazzo Gentile non sono in grado di farlo, che tornino a casa", è il monito più amareggiato che minaccioso del consigliere Pd.   

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