Sciopero del 28 gennaio prossimo, il volantinaggio dei Giovani Comunisti e del Circolo Peppino Impastato
“La lotta dei lavoratori, degli studenti medi e universitari, per i beni comuni, dei migranti devono incontrarsi quel giorno”
Dal Circolo Peppino Impastato riceviamo e volentieri pubblichiamo.
"Ventun gennaio 1921, quel giorno nasceva, da una scissione, il Pci, anzi il Pcd’I.
A 90 anni di distanza dalla nascita del Partito Comunista d’Italia c’è ancora molto da fare in questo Paese, anzi l’attacco ai diritti si fa sempre più aspro, c’è la crisi e i governi dell’Occidente insieme agli organismo finanziario-monetarie hanno deciso che la debbano pagare – ancora una volta – i lavoratori, le giovani generazioni, i migranti, gli sfruttati che lo saranno sempre di più.
L’ultimo episodio di questo genere che si è imposto all’attenzione, anche se in modo abbastanza confuso e a-una-direzione, è il referendum/ricatto di Mirafiori.
O lavori a condizioni da rivoluzione industriale quasi. Viene meno la libertà di rappresentanza sindacale non essendo ammessi in fabbrica sigle sindacali, come la Fiom, colpevoli di non aver sottoscritto l’accordo, viene meno la libertà di sciopero perchè i sindacati che rimangono sono subordinati al sindacato aziendale Fiat-Chrysler, la pausa pranzo viene spostata a fine turno, l’orario di pausa passa da 30 a 20 minuti, il primo giorno di ferie non verrà pagato.
Tutto questo grazie alla deroga al Contratto Collettivo Nazionale.
Fatto preoccupante se si pensa che basterebbe questo per rendere nulle le lotte, che hanno visto il movimento Operaio e il movimento Comunista insieme nella storia del nostro Paese, in favore del riconoscimento dei diritti dei lavoratori.
E’ un tornare indietro agli anni 20, appunto, quando dopo le occupazioni delle fabbriche del biennio rosso la Fiat decise di cancellare i commissari di reparto, decisero di cancellare la rappresentanza sindacale. Chi ne fece le spese furono i comunisti e i sindacalisti licenziati in massa dopo che il ricatto della fame portò gli operai a sottoscrivere individualmente l’accordo.
La storia si ripete.
Fatto preoccupantissimo se si pensa che questo genere di accordi sono destinati a fare scuola nei diversi settori di produzione dell’Industria italiana, andando a smantellare in modo universale i diritti dei lavoratori.
Le giovani generazioni, già martoriate dal lavoro precario e dallo smantellamento dell’Università pubblica ne subiranno le dirette conseguenze.
Ma a tutto questo gli operai di Mirafiori hanno saputo reagire.
Al montaggio e alla lastratura il NO all’accordo di Marchionne e dei sindacati gialli è prevalso inaspettatamente col 54%, andando ad incidere sul voto finale del 46% , determinato dai quadri dirigenti e impiegati vari, non toccati dalla pesantezza delle condizioni del ricatto.
Un risultato Politico importante, un risultato che dimostra che la DIGNITA’ e i dititti non si svendono, un risultato dove ognuno dei No significava un argine alle logiche industriali di frantumazione del contratto nazionale, e dove il risultato finale è una richiesta di mobilitazione.
La lotta dei lavoratori, degli studenti medi e universitari, per i beni comuni, dei migranti devono incontrarsi il 28 gennaio.
Lo SCIOPERO GENERALE E GENERALIZZATO lanciato dalla Fiom ha una valenza tutta politica.
Di questo parlano i volantinaggi informativi che i Giovani Comunisti e il circolo P. Impastato della Federazione della Sinistra si occupano e promuovono.
Sono passati 90 anni dalla scissione dell’area massimalista del Psi, e dei comunisti c’è ancora bisogno,“dei comunisti ci sarà bisogno finchè le ingiustizie sociali prodotte dal sistema capitalsitico che fanno nascere l’idea comunista non saranno superate”.
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