Le proposte del Centrosinistra bitontino per salvare l’Ospedale

La Redazione

“È con profonda preoccupazione che assistiamo al manifestarsi dell’ormai canonico polverone delle reciproche accuse”

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Dalle Segreterie di Partito Democratico, Partito Socialista, Sinistra Ecologia e Libertà, Italia dei Valori, Federazione della Sinistra – Rifondazione Comunista, Laboratorio Politico per Bitonto, Città Democratica riceviamo e volentieri pubblichiamo.

"In una cornice economica complessiva caratterizzata da una sostanziale carenza di risorse, la sacrosanta domanda di salute dei cittadini pone l’intera classe dirigente pugliese di fronte alla sua reale capacità di dare risposte credibili.

È con profonda preoccupazione che assistiamo al manifestarsi dell’ormai canonico polverone delle reciproche accuse, che rischia di lasciare sul terreno un’unica vittima: il diritto delle fasce socialmente più deboli a vedere soddisfatti i propri bisogni.

Riteniamo sia giunto il tempo di superare la logica emergenziale, per avviare una fase caratterizzata da una solida e razionale programmazione.

Per cui proponiamo che a Bitonto si dia vita, nel più breve tempo possibile, ad un modello di riconversione dell’offerta sanitaria che, ispirato ai più moderni standard organizzativi, sia in grado di garantire un elevato tasso di soddisfazione del cittadino, valorizzi tutte le professionalità presenti sul territorio e richieda un basso assorbimento di risorse economiche.

Con spirito costruttivo e senso di responsabilità verso i cittadini bitontini, e in sintonia con i nostri principi ispirati al rispetto della Carta Costituzionale, che si fa garante della salute degli uomini e delle donne di questo Paese, i sottoscritti partiti e movimenti politici chiedono che venga immediatamente fatta propria dagli organismi competenti la proposta qui allegata, convinti che non vi siano margini per ulteriori e giustificabili rinvii o tentennamenti, a proposito di una percorribile alternativa alla chiusura del Presidio Ospedaliero bitontino. 

Organizzazione della struttura sanitaria polivalente di Bitonto

A seguito del piano di riordino della rete ospedaliera adottato dalla Regione Puglia, il presidio di Bitonto è stato riconvertito in una struttura polivalente e funzionale in grado di erogare materialmente l’insieme delle cure primarie ed intermedie, nonché a garantire la continuità assistenziale con l’ospedale e le attività di prevenzione.
Si precisa che tale struttura nell’articolazione dell’offerta sanitaria deve prevedere la presenza delle seguenti aree organizzative:

Punto di 1°intervento collegato con il 118
Il punto di 1°intervento deve far parte del dipartimento emergenza urgenza della U. O. C. di riferimento.

L’obiettivo principale è quello di assicurare un’assistenza tempestiva ed efficace, in caso di emergenza – urgenza, ad un cittadino che vi accede direttamente o su richiesta del medico curante, con la disponibilità di competenze cliniche e strumentali adeguate a fronteggiare e stabilizzare, temporaneamente, le emergenze fino alla loro attribuzione al pronto soccorso di riferimento.

Il punto di 1° intervento deve garantire la prima risposta sanitaria al territorio ed operare in stretto rapporto funzionale con il territorio stesso. Questo avviene attraverso percorsi assistenziali altamente integrati fra tutte le componenti provinciali del sistema. L’impiego coordinato e sinergico delle professionalità è volto ad ottenere la migliore valutazione, stabilizzazione delle funzioni vitali e terapie possibili:
• l’orario deve essere articolato nell’arco delle 24 ore giornaliere e con disponibilità di competenze cliniche e strumentali adeguate;
• l’organico medico deve essere di almeno 6 medici, di 12 infermieri e 5 ausiliari;
• collegamento ed integrazione con il 118 e attivazione del trasporto protetto;
• deve essere attivata l’osservazione temporanea per esempio, per terapia antalgica, reazioni allergiche, crisi d’asma, crisi ipertensive, inizio terapie anticonvulsivanti, crisi ipo/iperglicemiche, dolore toracico ad ecg negativo, dolore addominale, lombare, trauma cranico minore ecc.
• la struttura deve garantire inoltre la esecuzione di Rx e/o TAC senza mezzo di contrasto nelle 24h con tecnico e medico in sede dalle 8,00 alle 20,00 e in pronta disponibilità dalle 20,00 alle 8,00 . Nel caso in cui sia necessario il ricovero il medico di guardia concorderà il ricovero con i sanitari del reparto di pertinenza. Ovviamente sarà organizzato il trasporto prevedendo le varie opzioni.
• Il codice rosso sarà sempre centralizzato; nel caso di accesso diretto di codice rosso il medico del PPI attiverà in ogni caso il SET 118.

Day Service
Il Day Service è un regime assistenziale basato sull’erogazione di pacchetti di prestazioni ambulatoriali (cosiddetti PAC o Pacchetti Ambulatoriali Complessi, PACC o pacchetti ambulatoriali complessi e coordinati e PCCA prestazioni complesse di chirurgia ambulatoriale) che hanno lo scopo di evidenziare una patologia o effettuarne il suo monitoraggio nel tempo, come per esempio per l’ipertensione ed il diabete.

Possono essere trattati in Day Service pazienti che presentano:
• un quadro sintomatologico di recente insorgenza che necessitano quindi di un inquadramento diagnostico;
• pazienti con patologie croniche che necessitano di un monitoraggio della loro malattia ed un’eventuale aggiustamento della terapia;
• pazienti che necessitano di interventi chirurgici a bassa complessità.

Il Day service è quindi,un nuovo modello organizzativo che prevede l’attivazione di un percorso assistenziale non più in regime di ricovero, ma in regime ambulatoriale.
Il nuovo percorso sanitario permetterà di affrontare problemi clinici di tipo diagnostico e terapeutico attraverso l’erogazione di prestazioni multiple integrate tra diversi specialisti, attivabile ogni qual volta la situazione clinica del paziente non giustifichi il ricovero in regime ordinario o diurno, ma richieda un inquadramento globale diagnostico e terapeutico da effettuarsi in tempi necessariamente brevi.

Si tratta in pratica, di un modello che va nella logica di dare un servizio di qualità e portare la sanità verso i pazienti.
Al di là dell’aspetto tecnico dell’intervento, il servizio ha caratteristiche di vera e propria umanizzazione . «Con questo nuovo sistema prevale il concetto di appropriatezza del regime di cure che da ricovero ordinario passa a prestazione ambulatoriale».

Le attività in day service presuppongono:

• la contemporanea presenza, nella struttura, di più specialisti per assicurare una risposta pluridisciplinare al problema clinico dei pazienti
• l’effettuazione di atti medici o di indagini diagnostiche e/o interventi terapeutici
• la formulazione tempestiva di una diagnosi o l’esecuzione di una terapia con un numero limitato di accessi
• l’esplicitazione, a priori, dei relativi protocolli diagnostici terapeutici, individuati dai professionisti interessati, e formalizzati dalla Direzione Aziendale.

Il day Service arricchisce
• i set assistenziali ed organizzativi disponibili in ambito sanitario
• permette, inoltre, di migliorare la qualità delle prestazioni ambulatoriali al fine di garantire al paziente la possibilità di ottenere una diagnosi o una terapia effettuando le visite specialistiche, gli stessi esami strumentali o le prestazioni terapeutiche necessarie in un solo giorno o in un numero limitato di accessi
• offre al medico specialista la possibilità di usufruire di tutte le potenzialità diagnostiche e terapeutiche presenti in ospedale , per formulare in breve tempo diagnosi o effettuare terapie, che richiedono interventi pluridisciplinari ma che escludono la necessità di sottoporre il paziente ad osservazione clinica in regime di ricovero ordinario o day Hospital
• consente all’utente di ridurre il frazionamento di prenotazioni delle singole prestazioni ambulatoriali
• rappresenta, nell’ottica della gestione aziendale, un valido filtro della codifica della patologia acuta decongestionando l’attività delle strutture a maggior complessità organizzative.
• contribuisce alla riduzione dei tassi di ospedalizzazione con particolare riferimento ai DH da trasferire progressivamente in day service

Le direttive dell’atto aziendale della ASL BARI prevedono l’istituzione di differenti tipologie assistenziali di Day – Service,

Day service cardio vascolare (prevenzione e gestione delle principali malattie dell’apparato cardio – vascolare)
Day service di medicina interna (Prevenzione e gestione delle principali patologie internistiche e metaboliche compreso il diabete mellito e quelle tiroidee)
Day service di pediatria ( prevenzione e gestione delle malattie dell’infanzia e dell’adolescenza )
Day service di radiologia ( diagnostica tradizionale e utilizzo di tutte le tecnologie in dotazione compresa la nuova TAC )
Day service di patologia clinica (compreso il centro TAO)
Day service di terapia fisica e riabilitazione
Day service di farmacia ospedaliera
Day service di chirurgia generale
Day service di ortopedia
Day service di ORL
Day service di ginecologia ed ostetricia con
• previsione di tutta l’attività insita nel percorso materno infantile che porta all’espletamento del parto in situazione protetta;
• mantenimento del progetto di pianificazione familiare, che si conclude con il servizio di I.V.G.
Day service di urologia
Day service di anestesia

Nell’ambito dei day service di chirurgia si ribadisce che il percorso diagnostico terapeutico non prevede il pernottamento in ospedale e consente una vita personale meno condizionata dalla struttura ospedaliera e dai suoi rischi (Infezioni ospedaliere), fornendo un trattamento in ambiente protetto (Molti interventi vengono eseguiti attualmente in regime di day surgery, ma possono essere trasferiti in regime di day service con ampi margini di sicurezza)

A tale scopo sono individuate e definite due tipologie di strutture, a crescente complessità strutturale, tecnologica e organizzativa:
gli “ambulatori chirurgici” e “gli ambulatori chirurgici con sala chirurgica”.

Gli ambulatori chirurgici sono individuati per la prevenzione la gestione delle patologie afferenti alla chirurgia generale, ortopedica, ginecologica/ostetrica, urologica e otorinolaingoiatrica

Gli ambulatori chirurgici con sala chirurgica si differenziano dai primi in quanto sono organizzati per erogare prestazioni chirurgiche che non richiedono il ricovero e che comportano la somministrazione, di anestesia locale, plessica e/o loco regionale e con vari gradi di sedazione, prevedendo il coinvolgimento diretto o la presenza nella struttura dello specialista in anestesia.
Essa deve garantire:
• la reperibilità di un medico della branca specialistica di competenza per la gestione di eventuali complicanze nelle 24 ore successive alla procedura;
• deve agire previo formalizzato accordo di disponibilità con una struttura di ricovero per acuti di riferimento che consenta un organizzato trasferimento dei pazienti che manifestino complicazioni e/o evoluzioni che richiedono il ricovero;
• deve individuare i requisiti minimi specifici che, assieme ai requisiti generali previsti per tutte le strutture sanitarie ed a quelli generali previsti per le strutture ambulatoriali, devono sussistere per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio;
• deve individuare tassativamente, in specifico elenco, le prestazioni che, previa accurata selezione dei pazienti secondo protocolli clinici standardizzati in accordo ai principi della “buona pratica clinica”, possono essere erogate presso tale struttura.

L’elenco delle prestazioni erogabili dalla struttura è frutto di confronto e condivisione da parte delle diverse professionalità costituenti il tavolo tecnico, che, a tale fine hanno effettuato le singole valutazioni applicando rigorosamente il criterio dell’adeguata sicurezza del paziente correttamente selezionato, sia in rapporto alla complessità intrinseca dell’intervento che all’ambiente clinico ove lo stesso viene gestito.

Ciò nella previsione di ridefinire complessivamente e periodicamente i diversi regimi erogativi delle prestazioni del Servizio Sanitario Regionale (prestazioni erogabili in regime di day service, ambulatoriali), anche sulla base di nuove valutazioni che si renderanno opportune, anche sotto l’aspetto dell’appropriatezza e della sicurezza del paziente, alla luce delle nuove evidenze dettate dal progresso scientifico e tecnologico. (vedere allegato A e B al patto della salute 2010-2012)

Attualmente presso il presidio ospedaliero di Bitonto si effettuano i seguenti trattamenti chirurgici:
Chirurgia Generale: riparazione mono laterale di ernie inguinali, crurale, ombelicale con protesi Laparoceli; fimosi con frenuloplastca; idrocele; fistole sacro coccigea; ascessi perianali; fistole perianali; legatura di emorroidi; legatura e asportazione di vene agli arti inferiori; crossectomia e safenectomia; interventi sui tessuti molli cute e sottocute; anoscopie; ambulatorio specialistico di diagnostica vascolare.
Ortopedia: decompressione del tunnel carpale; sindome di Dupuytren; interventi sul pollice o sulle articolazioni; artroscopie; osteosintesi di fratture di piccoli segmenti; asportazione neoformazioni benigne e maligne; tenolisi e riparazione di lesioni tendinee, plastiche cutanee; innesti ossei in pseudo artrosi e tumori ossei; artrodesi.
Ginecologia: ascessi delle ghiandole vulvari; cisti del Bartolini; polipi cervicali; biopsie; IVG; isteroscopie operative e conizzazioni per lesioni precancerose del collo dell’utero.

A tale scopo la struttura polifunzionale di Bitonto deve essere accreditata con l’adozione di un regolamento proprio della struttura che contenga:

1. la definizione del modello organizzativo adottato (politica della qualità);
2. le unità di personale dedicato (organigramma);
3. l’attribuzione delle responsabilità (funzionigramma) con l’individuazione di un referente sanitario gestionale che assuma l’incarico di garante del governo clinico relativamente ai percorsi diagnostico terapeutici seguiti ed al loro monitoraggio;
4. la definizione delle principali procedure gestionali, operative e tecniche (standard di prodotto), con relative linee guida cliniche, protocolli per le fasi di ammissione e dimissione dei pazienti; modalità di rraccolta, conservazione e rilascio della documentazione clinica dei pazienti con l’individuazione di un referente per le procedure amministrative;
5. la descrizione delle modalità operative (processi di attività) compresi i protocolli per la gestione dei rapporti con le UU.OO. di degenza ordinaria, con i servizi diagnostici e con altre strutture di ricovero.

La dotazione organica del personale medico ed infermieristico deve essere rapportata al volume delle attività e delle patologie trattate; nell’arco delle ore d’attività di day service, deve essere garantita la presenza di almeno un medico e un infermiere professionale.
Implementazione di risorse tecnologiche, diagnostico-strumentali e laboratoristiche

Nella struttura devono essere articolate le seguenti aree organizzative:

Front – office amministrativo (cup , ticket, assistenza amministrativa ai cittadini)

Centro di assistenza limitata (ex UAL con 12 posti tecnici di emodialisi)

Ambulatori dei medici di assistenza primaria con particolare riguardo alle forme associative avanzate

Servizi di continuità assistenziale (ex guardia medica )

Servizi di degenza intermedia (UDT) gestiti dai medici di famiglia e rivolti ad ammalati sub critici o immediatamente post critici (in fase di dimissione ospedaliera protetta ) nonché a pazienti, che essendosi rivolti al presidio di continuità assistenziale, sono stati considerati “dubbi” e, per questo fatto, mantenuti in osservazione".

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Commenti

  • brancati66 (utente non verificato)

    Bhe….come proposta concreta gli amici della sinistra dovrebbero scagliarsi contro e chiedere in coro le dimissioni del Governatore Vendola esattamente come fecero con l’allora Governatore Fitto quando decise che alcuni ospedali sarebbero stati chiusi.