Il mistero della campana scomparsa
E’ accaduto qualche giorno fa, al cimitero di Bitonto
Una domenica mattina di dicembre.
Gli alti alberi del cimitero, ondeggiando piano, salutano il soffio del vento.
Qualche piccola rondine, pur intirizzita, cinguetta dolcemente.
Nell’azzurro limpido, vagabonda la prima luce del mattino.
C’è il classico incanto segreto che precede la messa, nella chiesa grande.
Già, nel breve cielo delle navate, si spande un silenzio che sa di perfezione interiore. Dev’essere molto simile al silenzio che vibra nell’immensità delle montagne. Non per nulla, qui come là, si respira l’altissimo.
Tutto è muto, delle candele senti solo l’ardere tremulo delle fiammelle.
Fuori, le arche custodiscono la memoria del cuore di ognuno di noi. Presto, la folla pensosa, che non si rassegna all’ineluttabile, verrà a far visita ai propri cari. Per rendere eterno l’istante di una preghiera.
Com’è diventato bianco il crine di chi viene a messa, si riscopre a pensare il sacrista, che sta predisponendo tutto al meglio.
I banchi sono in fila, l’altare è pronto.
Riaffiorano le rimembranze della scuola media: "Or la squilla dà segno della festa che viene". Era il genio dolente di Recanati, no?
Ogni santo giorno che Iddio manda su questa terra, c’è da richiamare i fedeli al loro dovere quotidiano. E, per via di questo compito solenne, anche suonare la campana – la voce degli angeli – è un’arte.
Non devi tirare troppo forte quella corda ricamata dal tempo, perchè sennò si sfasa il suono, né puoi farlo debolmente, altrimenti il batacchio manco sfiora la parete bronzea.
Ci vuole misura, ecco.
Il sacrestano, dunque, s’appresta a compiere quella piccola impresa giornaliera, quando: "…".
"Come? Possibile che non abbia sentito nulla?". La corda è stranamente leggerissima.
Ci riprova, stavolta con più energia.
"…".
Altro che rintocchi. Niente di niente.
La verifica preoccupata dà immediato esito sconsolante. La campana non esiste più.
Non c’è. Volatilizzata.
Il custode, accorato più del sacrista, si mette d’un subito alla ricerca del pezzo pregiato. D’avvisar la gente, oggi, non se ne parla nemmeno, verrà qui d’abitudine.
L’indagine, per fortuna, si conclude in tempi rapidi.
In un campo vicino, viene ritrovata la campana, "amorevolmente" ricoperta da un panno e imballata.
Resta l’arcano di quella scomparsa.
Manco gli angeli hanno più voglia di cantare per la nostra città?
Oppure qualcuno – qualche diavoletto? – è riuscito a gabbare persino loro?
Mistero…
Mario Sicolo
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