Il Sillabario del 2010, seconda parte. Perchè è sempre bene non dimenticare

Mario Sicolo

L’elenco delle parole che hanno reso irripetibile l’anno appena tramontato

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Eccezioni.
Ce ne sono. L’unico guaio è che confermano le regole.
Però, basta non perdere mai la speranza.
Il ragazzo che ha sventato lo scippo l’altro giorno.
L’extracomunitario che ha dato una mano a quel vecchio falegname a portare l’armadio pesante.
I due piccoli pulcini che nacquero ad inizio anno.
Il sole del domani che promette di risplendere sulle tristezze quotidiane…

Farrar.
Un giorno sfolgorante di maggio.
Arriva il Giro d’Italia e noi scopriamo Tyler Farrar. Questo yankee possente che sbaraglia il gruppo e – colpo di gamba mortifero – taglia in volo il traguardo, dinanzi a Porta Baresana.
Una splendida giornata bitontina incorona il Cipollini del futuro? Chi vivrà, vedrà.
Senza doping, si spera…

Giornalismo.
Mi sono stancato.
Sì, proprio così.
Immagino già i volti dei lettori corrucciarsi accorati, come a dire: ma chi se ne…
D’accordo, avete ragione. Ma io ho bisogno di scriverlo.
Mi sono stancato delle veline che piovono da Palazzo, degli scoop finalizzati ad ottenere chissà quale vantaggio, dei potenti ossequiati molto più della notizia, della sola passata al rivale di turno, del racconto della superficie delle cose senza scendere nel cuore di esse.
La verità sostanziale – idolo fasullo – da venerare per nascondere il proprio io dinanzi alla Storia.
Basta.
Proviamo tutti quanti ad andare oltre.
Solo così potremo scoprire l’altro da noi e l’altro che è in noi.
Per poter volare alto, finalmente…

Handicap.
Settembre, il maglio del sole picchia ancora sulle teste nostre quaggiù (crepa pure d’invidia, polenton d’un Bossi). In ogni scuola, ai professori di sostegno vengono assegnati i cosiddetti "casi".
Si scartabella fra le carte alla ricerca di quella verità che è solo nei cuori.
Sono i ragazzi disabili.
Diversabili.
Portatori di handicap.
Quando la terminologia fa contorcimenti vari, ci scappa la fregatura. 
No, non ci siamo.
Il caso lo preferisco con la maiuscola. Caso. Che è sempre Dio, quando scherzosamente non vuole firmarsi…

Illuminazione.
Quella dei nuovi pali di Corso Vittorio Emanuele, in particolare.
A molti ha dato l’idea d’un’atmosfera lugubre. Ossianica. Insomma, da grattarsi.
In realtà, siamo noi che non siamo abituati alla civiltà.
A qualche chilometro, cioè ad anni luce di qui, a Matera, sulla via principale, le luci sono proprio così.
Soffuse. Leggere. Quasi fatate. 
E nessuno si sogna di scippare le donne che vi passeggiano…

Legalità.
Per tutelarla, insieme alla sicurezza, a Bitonto è nato pure un Comitato.
La società si ricorda d’essere civile, ogni tanto.
L anche come Laudati Antonio, Procuratore della Repubblica di Bari. La sua lezione di legalità, tenuta una sera di ottobre presso il Teatro Traetta, ospite della nostra redazione, resta imperiosa nella memoria di chi vi ha partecipato.  

Malavita.
Strada facile per studiare poco e guadagnare tanto.
Spesso, putrefatta sorgente di esempi meschini che pure i ragazzi desiderano emulare.
In realtà, è una piaga che ammorba ogni settore produttivo della città. E che si combatte solo pensando progetti di grande valenza sociale, oltre che col pugno di ferro…

2. continua

Mario Sicolo

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