I librai anticipano soldi per i libri, il Comune non li restituisce ancora. Scoppia la bufera
I commercianti vantano crediti per un totale di circa 280mila euro
Raffaello, Minerva, Atlante, Cerin, Lonardelli, Ciminiello, Multimedia Center, Monello, Novecento e Lovascio, da una parte. L’amminstrazione, dall’altra
E’ bufera tra le librerie bitontine ed il Comune di Bitonto.
Al centro della diatriba, i crediti che vantano i commercianti riguardanti le forniture dei libri di testo della scuola elementare ed i buoni libri.
Il fatto è semplice. I librai, da buoni imprenditori, hanno anticipato le somme che spettano loro di diritto da appositi fondi statali. Questi contributi, dall’inizio di novembre, come da prassi, sono stati convogliati sul conto bancario del Comune di Bitonto, che avrebbe dovuto provvedere a distribuire le risorse pagate prima dai librai, per un totale di 280 mila euro.
“Abbiamo iniziato a fornire libri dal primo giorno di scuola, completando tutto a metà ottobre e consegnando le fatture sin dal 30 settembre – spiegano i librai -. L’iter, che comprende un impegno di spesa da parte dell’organismo comunale competente, in questo caso l’Ufficio Pubblica Istruzione presso la Biblioteca Comunale, il controllo cedole-fatture e le determine di pagamento, è stato anche completato. O almeno così sembrava”.
Il 13 dicembre il colpo di scena. “Il comune di Bitonto ci ha raccontato che la determina non è completa perché mancante della iscrizione dei fornitori al C.U.P. ed al C.I.G., onere esclusivo dell’ente pubblico – sottolineano i commercianti – La nuova procedura telematica si effettua in appena 30 minuti. Tale normativa non vuole altro che velocizzare i tempi di pagamento”.
Un problema burocratico di facile risoluzione, in apparenza.
Ed invece, dopo le rassicurazioni fornite venerdì 17 dicembre dall’assessore Antuofermo, i librai arrivano ad oggi, vigilia di Natale, senza che l’iter sia stato concluso. E senza i loro soldi in tasca.
“Ciò che ci preoccupa è che servono almeno 5 giorni lavorativi alla banca, qualora le cose andassero per il verso giusto, per saldare le fatture”, rimarcano con insistenza.
“Ognuno di noi vanta crediti, di 160 mila, di 50 mila, di 30 mila, di 20 mila sino anche a 5 mila euro, paghiamo i libri ai fornitori massimo entro trenta giorni, con un utile netto del 12% ed è chiaro che con questi margini non possiamo permetterci di aspettare ancora. Passeremo le feste nelle case dei politici o dei dirigenti comunali?”, attaccano.
“In altri Comuni, altri colleghi, ed anche qualcuno di noi, hanno ricevuto subito ciò che spettava loro di diritto(Polignano 8 giorni, Andria e Molfetta 15 giorni, Giovinazzo, Bitetto, Sannicandro, Toritto entro 30 giorni, Bari 40 giorni) . Stiamo prendendo in seria considerazione l’ipotesi di aspettare il pagamento all’interno del Comune, perché non è possibile che per fornire un servizio alla comunità, anticipiamo soldi che la burocrazia “tutta bitontina” ci impedisce di ricevere nuovamente”, insistono con vigore.
“Siamo stati, inoltre, anche oggetto di scherno da parte di un assessore – concludono -. Sicuramente ciò farà aumentare in noi il livore contro la nostra Pubblica Amministrazione e in questa battaglia saremo confortati dai sindacati di categoria e in ultima analisi dal Ministero della Pubblica Istruzione, che qualcuno di noi ha l’onore di frequentare attraverso elevate progettuali culturali”.
Commenti
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Anche questa…! Ma a Bitonto non funziona proprio nienteeeeeeee!
Specie al Comune che è veramente una “valla di lacrime”.







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